Meglio non ascoltare i tifosi del Napoli su Conte, speriamo che De Laurentiis sia più saggio

L’esaltazione dell’estetica sarriana sta toccando vette altissime nel dibattito. È come la metropolitana più bella del mondo che però passa ogni 10-15 minuti

Meglio non ascoltare i tifosi del Napoli su Conte, speriamo che De Laurentiis sia più saggio

Ni Napoli 14/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lecce / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Conte

È come la questione della metropolitana. I treni passano ogni 10-15 minuti però abbiamo le stazioni artistiche che ci invidia tutto il mondo. A Napoli l’esaltazione dell’estetica di una parte della città-tifoseria sta toccando vette altissime nel dibattito Conte sì Conte no. Il gusto del barocco ha sostituito il “Pappò caccia i soldi” di sarriana memoria quando si contestava per voler vincere. Oggi una parte consistente di questo tifo vuole il “bel gioco” perché in fondo “a parte l’almanacco con i titoli questo Conte che ha fatto” (citando testuali parole di alcuni tifosi, ndr).

Napoli, Conte e il paragone con Sarri che non regge

Fortunatamente il campo, una parte importante, almeno la metà, della tifoseria e soprattutto la società guardano alla prossima stagione con la consapevolezza dei risultati e degli errori di una stagione post scudetto che senza Conte valse il 10° posto. La vittoria contro il Bologna aprirebbe le porte a quel confronto tra il coach british-pugliese e Adl su cui avere certezze sulla prossima stagione.

Ad Antonio Conte la terza stagione a Napoli conviene, Nazionale permettendo. Non soltanto per una questione di ingaggio ma anche per ritrovarsi una squadra più giovane e forte senza fare nemmeno un mercato dispendioso. Sostituendo chi ha finito un ciclo (JJ, Anguissa, Lobotka, Olivera, Spinazzola) e ripartendo dal mix dei campioni (McTominay, De Bruyne, Hojlund) con i giovani talenti (Alisson, Vergara, Gutierrez) insieme ai veterani punto di riferimento fondamentale (Di Lorenzo, Rrahmani, Politano) Conte, con i giusti accorgimenti di chi rientra tra i prestiti e alcuni acquisti mirati, potrebbe avere un gruppo che, senza infortuni, sarebbe in prima linea a sfidare l’Inter e a competere per gli ottavi di Champions League.

Anche il Napoli di Conte ha giocato bene

Serve, insomma, la mediazione tra le esigenze economiche di bilancio societarie e quelle tecniche di Conte che, tutto sommato, quest’anno la vera squadra da plasmare tra le mani non l’ha mai avuta né ha potuto puntare su un assetto tattico definitivo. “Questa stagione mi sta dando tanto e mi sta insegnando molte cose”, così disse don Antonio il 28 febbraio. E da queste cose si può programmare una squadra dal volto ibrido, quello pure spettacolare che abbiamo visto contro Inter, Atalanta, Juventus al Maradona, all’Olimpico contro Roma e Lazio e in Supercoppa. Sì, perché il Napoli di Conte ha saputo anche dare spettacolo l’anno scorso come quest’anno trovando il modulo giusto tra mille emergenze. Con lui la prossima stagione potrebbe regalare altri titoli, in caso contrario ripiegare su un nostalgico passato aprirebbe mille domande.

Giornalista professionista, ho scritto 7 libri tra narrativa e inchiesta. Autore di format per tv e radio, oggi cura la comunicazione di Legacoopsociali, è redattore e speaker del Giornale radio sociale

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