Mainoo e i 14 mesi di esilio con Amorim: quando il talento dello United fu a un passo dal Napoli
Quattordici mesi ai margini del Manchester United avevano convinto Mainoo a fare le valigie, con il Napoli vicinissimo ad approfittare della rottura per chiudere il colpo. L'arrivo di Carrick ha cambiato tutto.

Db Dortmund (Germania) 10/07/2024 - Euro 2024 / Olanda-Inghilterra / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Kobbie Mainoo
Oggi Kobbie Mainoo è l’intoccabile del centrocampo del Manchester United, blindato con un rinnovo faraonico fino al 2031 e rimesso al centro del villaggio dall’interim boss Michael Carrick. Ma fino a pochissimi mesi fa, la situazione era diametralmente opposta. Sotto la gestione di Ruben Amorim, il prodotto del vivaio inglese era finito clamorosamente ai margini. Un gelo tecnico e tattico durato 14 mesi, che aveva spinto il giocatore a chiedere la cessione e che lo aveva portato a un passo dal vestire la maglia del Napoli.
In una recente intervista a Sky Sport, Mainoo ha ripercorso quel periodo buio, senza nascondere le evidenti criticità di una gestione, quella del tecnico portoghese, che stava per bruciare uno dei patrimoni del club.
L’incubo Amorim e la valigia pronta per Napoli
“Passare dal giocare quasi ogni partita a non scendere in campo spesso è sempre difficile, è stato un bell’adattamento”, ha spiegato lucidamente Mainoo, ricordando i mesi in cui faticava persino ad alzarsi dalla panchina. “È difficile ogni volta che non giochi, perché amo il calcio. Ma ho imparato cose fuori dal campo, a organizzare la mia vita, come mi alleno, la routine e soprattutto la pazienza”.
La pazienza, però, stava per esaurirsi la scorsa estate. Di fronte al muro eretto da Amorim, Mainoo aveva esplicitamente chiesto di essere ceduto in prestito. È in questa profonda spaccatura che si era inserito il Napoli, fiutando l’opportunità di portare in Serie A un talento assoluto in rotta con il proprio allenatore. L’affare era vicinissimo alla chiusura, ma i vertici del Manchester United si sono opposti all’ultimo istante, bloccando la partenza e costringendo il ragazzo a restare a Carrington.
“Ho preso in considerazione tutte le opzioni”, ha ammesso Mainoo parlando dei pensieri di addio, pur ribadendo che il suo obiettivo primario restava quello di imporsi a Old Trafford. Ma la realtà dei fatti è che il Napoli aveva praticamente in mano il giocatore.

La cura Carrick e il nuovo contratto milionario
Il ribaltone in panchina ha cancellato i sogni di mercato azzurri e riscritto la storia dello United in questa stagione. Con l’arrivo di Michael Carrick, Mainoo è tornato immediatamente titolare (14 partenze dal primo minuto nelle ultime 15 gare) trascinando la squadra al terzo posto in Premier League.

Da esubero con lo stipendio più basso dell’intera rosa, l’inglese è passato all’incasso: il mese scorso ha firmato un nuovo e ricchissimo accordo fino al 2031, spegnendo ogni residua speranza delle pretendenti. A certificare il suo status definitivo ci ha pensato anche il veterano Casemiro, che non ha usato mezzi termini ai microfoni di Rio Ferdinand:
“È un giocatore incredibile. Non è un numero 5, è un numero 8. In Europa è un numero 6. Vuole il pallone, ne ha bisogno e non lo perde mai. Ha forza e qualità. Per me, lui è il presente e il futuro del club”.
Il Napoli resta solo uno sbiadito ricordo di mercato, una porta scorrevole chiusa all’improvviso da una dirigenza che, per una volta, ci ha visto più lungo del proprio allenatore.