L’Inghilterra lascia a casa Foden e Palmer, a Gattuso rinfacciamo Ruggeri: ecco spiegato il calcio italiano
Fuori dalla lista di Tuchel anche Gibbs-White e Alexander-Arnold: quanta abbondanza. Assistiamo con leggerissima invidia

England's German head coach Thomas Tuchel looks on during the 2026 World Cup Group K qualifier football match between England and Albania, at Wembley stadium in London, on March 21, 2025. (Photo by Glyn KIRK / AFP)
Per decenni il calcio inglese ha vissuto con la malinconia del povero: troppo poco talento, troppe scuse, troppa nostalgia del 1966. Vi ricorda qualcosa? Ora che quell’inferno lo abita l’Italia, leggere la lista dei convocati dell’Inghilterra per i Mondiali è straniante. Tuchel può permettersi di lasciare a casa, come scarti, Cole Palmer, Phil Foden, Morgan Gibbs-White e Trent Alexander-Arnold. Da questi parti stiamo ancora rinfacciando a Gattuso di non aver usato nei playoff di qualificazione Zaniolo, Bernardeschi e Ruggeri. Questo è il termometro del nostro calcio.
Tuchel e il problema dell’abbondanza
Tuchel ora ha il problema opposto: ha scoperto che l’abbondanza porta con sé un nuovo tipo di ansia. Non è più la paura di non avere abbastanza. È la paura di scegliere male. In un altro momento storico, escludere tre tra i giocatori più dotati della generazione sarebbe stata una crisi di proporzioni bibliche. Oggi viene discusso come una scelta tattica discutibile, spiega il Telegraph.
Foden paga i mesi orribili con il Manchester City e le prestazioni spente nelle amichevoli contro Giappone e Uruguay: Tuchel gli ha dato le sue chance, non ne ha approfittato. Palmer sconta il paradosso di chi era “intoccabile” all’Europeo e si è rivelato piuttosto “toccabile” nella stagione appena conclusa. E poi c’è Ivan Toney. Toney arriva dall’Arabia Saudita con 55 gol in 62 partite della Saudi Pro League in valigia. È una statistica che, a seconda della prospettiva, può significare tutto o quasi niente. Tuchel scommette che significhi qualcosa, che la fiducia di un centravanti sia una valuta trasferibile, che i gol segnati a Riad abbiano un valore convertibile sotto pressione mondiale. È una teoria. Ha una certa eleganza, tutto sommato. Bellingham non è in discussione.

Il caso di Alexander-Arnold
Il caso più intrigante è quello di Alexander-Arnold. Il terzino titolare del Real Madrid. Tuchel lo ha impiegato 25 minuti in tutta la sua gestione della nazionale. Nel frattempo Ben White si è infortunato, il che avrebbe potuto riaprire il discorso. E invece no. Tuchel ha preferito puntare su Reece James, la cui carriera recente è stata costruita prevalentemente nelle sedute di fisioterapia. John Stones è stato convocato con otto presenze in Premier League nell’intera stagione. Secondo il Telegraph in questo caso Tuchel ha già deciso che Alexander-Arnold non è uomo suo e basta. È un tratto riconoscibile negli allenatori di carattere forte, scrivono.
Ovviamente Harry Kane sarà il capitano. E Tuchel chiamando Toney e Watkin gli lancia un messaggio: non dobvrà più sfiancarsi giocando ogni minuto di ogni partita. Avrà dei cambi. È un cambiamento di paradigma mascherato da scelta pragmatica.