Kvaratskhelia può vincere il Pallone d’Oro anche senza andare al Mondiale
C'è un solo precedente nella storia del Premio: Kevin Keegan, nel 1978. Con l’Inghilterra fuori dal Mondiale argentino. Kvara può diventare il secondo

Paris Saint-Germain's Georgian forward #07 Khvicha Kvaratskhelia attempts to get past Bayern Munich's South Korean defender #03 Min-jae Kim (L) and Bayern Munich's French defender #02 Dayot Upamecano during the UEFA Champions League second-leg, semi-final football match between FC Bayern Munich and Paris Saint-Germain (PSG) in Munich, southern Germany on May 6, 2026. (Photo by Odd ANDERSEN / AFP)
Kvicha Kvaratskhelia ha firmato la qualificazione alla finale di Champions del Psg. È un plebiscito su tutta la stampa sportiva europea. Un “bisturi” per il Guardian, in Spagna ne sottolineano le qualità più nascoste, il suo incredibile lavoro difensivo. Da queste parti, ad addio ancora fresco, avemmo modo di scriverlo senza problemi: come poteva restare a Napoli, uno così? Doveva davvero restare qui, “ad esultare cercando di non scivolare nel curvone della pista di atletica del Maradona bagnata per spegnere preventivamente i fumogeni. Guardandoci negli occhi, dal basso in alto, baciandosi uno qualunque degli sponsor cuciti su una qualunque delle maglie del Napoli. Tutto il cielo in una stanza, lui e noi. Una bolla che ci consentisse di bearci in trasparenza dell’invidia altrui: è nostro Kvara, gioca per noi. Perché gli bastiamo”. Ovviamente non poteva bastargli, non solo il Napoli ma proprio la dimensione italiana. La sua dimensione è quella di primo candidato al prossimo Pallone d’Oro.
L’unico precedente è Keegan
Se non fosse che di mezzo c’è il Mondiale. Kvaratskhelia dovrebbe scavalcare un ostacolo enorme, per farsi premiare nell’anno del Mondiale guardandoselo da casa. La sua Georgia non s’è qualificato, togliendo al suo fuoriclasse il palcoscenico che gli competerebbe. Non sarebbe la prima volta, è un destino comune a molti campioni del passato.
Ma c’è un solo precedente di Pallone d’Oro assegnato, nell’anno del Mondiale, ad un giocatore senza Mondiale: Kevin Keegan, nel 1978. Con l’Inghilterra fuori dal Mondiale argentino.
Quell’anno Keegan vinse il primo dei suoi due Palloni d’Oro consecutivi grazie ad un’eresia: andò all’estero, lasciò il Liverpool che l’anno prima aveva vinto campionato e Coppa dei Campioni e trasformò l’Amburgo. Keegan era il simbolo pop della squadra, capelli da rockstar e corsa infinita. Quando annunciò il trasferimento in Germania Ovest, molti in Inghilterra pensarono a un suicidio calcistico. Invece fu l’inizio della sua consacrazione individuale: l’Amburgo vinse il campionato, lui segnò 17 gol, e trascinò la squadra fino alla semifinale di Coppa dei Campioni.
Il contesto aiutò: quell’anno si chiuse senza un padrone assoluto internazionale. Il Mondiale fu vinto dall’Argentina, e allora il premio era riservato ai giocatori europei. Keegan vinse davanti a Hans Krankl e Rob Rensenbrink.
Benzema non vale
Ci sarebbe anche un altro precedente, ma non vale: nel 2022 il Pallone d’Oro fu a Benzema che al Mondiale in Qatar non ci andò per infortunio. Ma il premio fu assegnato prima. Nel 2022, inoltre, France Football aveva cambiato un po’ i criteri di assegnazione: il premio veniva assegnato per stagione 2021-22 e non più per l’anno solare.