John Terry, da icona del Chelsea a quella dell’estrema destra è stato un attimo
Ne parla L'Equipe. Galeotti i suoi like al fondatore di "Restore Britain" e alle sue idee sulla remigazione. Nel 2012 fu condannato per gli insulti razzisti ad Anton Ferdinand del Qpr

Londra (Inghilterra) 21/05/2017 - Premier League / Chelsea-Sunderland / foto Panoramic/Insidefoto/Image Sport nella foto: John Terry
717 presenze totali in maglia Blues e altrettante controversie: John Terry non è mai stato quello che si potrebbe definire un tipo tranquillo e, nel corso degli anni, lo ha dimostrato. Dalla vendita (per circa 9.000 sterline) di un tour negli spogliatoi del Chelsea a quello steward investito il 17 marzo 2010 a Stamford Bridge, il “buon” John ha sempre amato far parlare di sé.
Ora, le simpatie politiche del suddetto si sarebbero potute intuire già nel novembre 2011, quando Anton Ferdinand del Queens Park Rangers lo accusò di razzismo. Ricorda qualcosa? Dopo una prima assoluzione, la FA riuscì a dimostrare la sua colpevolezza e il 27 settembre 2012 decise di squalificarlo per quattro gare e comminargli una multa di 220.000 euro.
Beh, adesso l’équipe ha messo insieme i pezzi del puzzle e quello che ne esce è un uomo che, da icona del Chelsea, è diventato icona dell’estrema destra britannica.
