Inchiesta arbitri: Rocchi, le designazioni gradite all’Inter e il nome nuovo Schenone

Che cosa è successo da una settimana a oggi? Rocchi indagato per frode sportiva. Gervasoni interrogato. L'indagine proseguirà fino a novembre. La Procura Figc attende

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Db Riyad (Arabia Saudita) 22/01/2024 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi

Cosa è successo

Il 25 aprile 2026 la Procura di Milano ha notificato un avviso di garanzia a Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, per concorso in frode sportiva. E tutti hanno pensato alla nuova Calciopoli. L’indagine riguarda episodi della stagione 2024/25. E in particolare partite in cui sarebbero stati designati arbitri graditi all’Inter. Rocchi non si è presentato all’interrogatorio e si è autosospeso dall’incarico. Con lui si è autosospeso anche il supervisore Var Andrea Gervasoni. L’Aia ha nominato Dino Tommasi designatore ad interim.

Gli indagati sono cinque, tutti appartenenti al mondo arbitrale: Rocchi, Gervasoni, l’assistente Daniele Paterna e due assistenti della sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Nessun dirigente di club risulta al momento iscritto nel registro degli indagati.

Cosa sappiamo

Le intercettazioni. Il cuore dell’indagine è un’intercettazione ambientale registrata a San Siro il 2 aprile 2025. Rocchi è stato intercettato mentre parlava delle designazioni a favore dell’Inter. Dalla conversazione emergerebbe che Andrea Colombo era considerato un arbitro “gradito” all’Inter e fu designato per Bologna-Inter del 20 aprile 2025. Daniele Doveri, al contrario, sarebbe stato “poco gradito” dai nerazzurri e fu dirottato sulla semifinale di Coppa Italia Inter-Milan del 23 aprile, per evitare di assegnarlo a partite più delicate. Dai verbali dei testimoni sono arrivati elementi di conferma sulle designazioni combinate, con una consapevolezza diffusa tra gli arbitri. Trenta arbitri sono stati sentiti dal pm per sei ore, rispondendo domanda per domanda sulle singole decisioni di campo.

Schenone. Nelle intercettazioni compare il nome di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter dal 2020. Era uno dei guardalinee di fiducia di Rocchi, con cui condivide un rapporto professionale di lunga data. Il regolamento dell’Aia vieta al club manager di parlare direttamente con il designatore: i contatti devono passare attraverso i canali ufficiali della Can (Commissione nazionale arbitri).

Le partite finite nel fascicolo. Tutte della stagione 2024/25: Bologna-Inter (designazione di Colombo), la semifinale di Coppa Italia Inter-Milan (designazione di Doveri), Udinese-Parma (pressioni sul Var per un rigore prima negato e poi concesso, al centro della posizione di Paterna), Salernitana-Modena di Serie B.

La posizione dell’Inter. Il club e i suoi dirigenti non sono indagati. Il presidente Marotta, in una intervista a Sky in cui era abbastanza nervoso, ha dichiarato di aver agito nella massima correttezza. La questione, però, resta aperta: l’accusa è di concorso in frode sportiva, che per definizione presuppone più persone. Rocchi con chi avrebbe apparecchiato la frode? Da solo? Gli unici indagati sono arbitri e addetti al Var.

La difesa di Rocchi. Il suo legale, D’Avirro, ha contestato l’impianto accusatorio: “Contestano un concorso di più persone ma non dicono chi sono gli altri”. In realtà se Rocchi si fosse presentato all’interrogatorio, il pm Ascione sarebbe stato obbligato a rivelare gli altri nomi. Per quale motivo Rocchi non si è presentato?

Cosa può succedere ora

I tempi dell’indagine penale. Le indagini preliminari della Procura di Milano possono proseguire fino a novembre 2026. La chiusura degli atti non è prevista prima della fine dell’anno. La competenza territoriale è contestata (la sala Var è a Lissone, provincia di Monza, non a Milano).

La giustizia sportiva. La Procura federale della Figc, guidata da Giuseppe Chinè, potrà acquisire gli atti completi solo alla chiusura delle indagini penali.

Cosa rischiano i club. Ad oggi nessun club è indagato. Se però dall’inchiesta emergesse una responsabilità oggettiva per frode sportiva, il codice di giustizia sportiva prevede sanzioni che vanno dalla penalizzazione di punti in classifica fino alla retrocessione all’ultimo posto. Il percorso è lungo: prima deve chiudersi l’indagine penale, poi deve pronunciarsi la giustizia sportiva.

L’allargamento dell’inchiesta. Resta da capire se l’indagine si estenderà oltre il mondo arbitrale. Fabrizio Corona ha annunciato rivelazioni per l’11 maggio che coinvolgerebbero anche il Napoli e Conte, ma ad oggi sono dichiarazioni prive di riscontro nelle carte della Procura. Roberto Saviano ha commentato su Instagram: inchiesta da leggere tutta, per capire le dinamiche del calcio governato da Milano.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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