Schenone il dirigente dell’Inter amico di Rocchi (e finito nelle intercettazioni)
Compare nelle intercettazioni, ha scritto Repubblica. È il "club referee manager" dell'Inter. È stato il guardalinee di fiducia di Rocchi. Da regolamento non potrebbe avere contatti diretti con i vertici arbitrali.

3DAATHR Milan, Italy. 9th Dec, 2025. Giorgio Schenone FC Internazionale Referee's Delegate discusses with the Referee Felix Zwayer of Germany following the final whistle of the Internazionale vs Liverpool UEFA Champions League match at Giuseppe Meazza, Milan. Picture credit should read: Jonathan Moscrop/Sportimage Credit: Sportimage Ltd/Alamy Live News
Tra le carte dell’inchiesta che sta terremotando i vertici arbitrali, è spuntato un nome che fa da ponte tra il designatore Gianluca Rocchi, indagato per frode sportiva e ora autosospeso, e l’Inter: Giorgio Schenone. Repubblica ha scritto il suo nome stamattina. Nome che compare in un’intercettazione di Rocchi.
Scrive Repubblica:
Oggi la novità è che al telefono Rocchi tira in ballo un dirigente Inter: Giorgio Schenone. A lui si riferisce (non è ancora chiaro se parlando direttamente con lui o di lui) quando parla di arbitri graditi o sgraditi all’Inter.
Repubblica ci racconta chi è.
Chi è Giorgio Schenone?
Dal 2020, Schenone ricopre per l’Inter il ruolo di club referee manager, ovvero l’addetto ai rapporti con gli arbitri. Prima di accomodarsi dietro una scrivania nerazzurra, dal 2009 è stato assistente di linea, ovvero guardalinee. Ma il dettaglio nevralgico di questa vicenda è un altro: in campo, Schenone è stato per anni uno dei guardalinee di assoluta fiducia proprio di Gianluca Rocchi, accompagnandolo in innumerevoli e prestigiose trasferte europee. Un’amicizia e una consuetudine professionale di vecchia data.
La regola d’oro (infranta)
Sulla carta, il compito dell’addetto agli arbitri (una figura peraltro non obbligatoria per i club) è puramente operativo e diplomatico. Insegna il regolamento ai calciatori, analizza gli episodi Var, fa gli onori di casa accogliendo la terna arbitrale il giorno della partita e assicurandosi che nessun dirigente non autorizzato entri nello spogliatoio.
C’è però un limite netto, un paletto invalicabile: il club manager non può in alcun modo parlare con il designatore. Qualora ci sia bisogno di chiarimenti, il canale ufficiale prevede di rivolgersi al referente indicato dalla Can (in passato Riccardo Pinzani, oggi Andrea De Marco).
Ora viene il bello. Nelle intercettazioni finite sul tavolo dei magistrati, Rocchi tira in ballo proprio il suo ex collaboratore e attuale dirigente interista. Il tema delle conversazioni? Gli arbitri considerati “graditi o sgraditi” al club nerazzurro.
Il focus dei pm è puntato, tra le altre cose, sulla ormai famosa riunione andata in scena a San Siro il 2 aprile 2025. Un incontro in cui, secondo l’accusa, si sarebbero “apparecchiate” designazioni su misura per compiacere l’Inter. Un argomento spinoso su cui Andrea Gervasoni, vice di Rocchi e responsabile Var, interrogato dai magistrati ha scelto la strada del silenzio assoluto.