Inchiesta arbitri, c’era anche l’uomo Inter Schenone all’incontro con Rocchi?

Lo scrive l'Ansa. La ormai celebre riunione che, secondo la Procura, sarebbe servita a pilotare le designazioni in favore dell'Inter

Inchiesta arbitri, c’era anche l’uomo Inter Schenone all’incontro con Rocchi?

3DAATHR Milan, Italy. 9th Dec, 2025. Giorgio Schenone FC Internazionale Referee's Delegate discusses with the Referee Felix Zwayer of Germany following the final whistle of the Internazionale vs Liverpool UEFA Champions League match at Giuseppe Meazza, Milan. Picture credit should read: Jonathan Moscrop/Sportimage Credit: Sportimage Ltd/Alamy Live News

L’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale si arricchisce di un nuovo capitolo. Il vaso di Pandora scoperchiato sulle presunte designazioni pilotate dall’ex designatore Gianluca Rocchi (attualmente indagato e autosospeso) punta i fari sulle dinamiche relazionali tra i vertici arbitrali e i club.

Con Rocchi c’era anche Schenone

Secondo l’ipotesi investigativa riportata dall’Ansa, al celebre summit del 2 aprile 2025 allo stadio San Siro avrebbe partecipato anche Giorgio Schenone, l’attuale club referee manager della società nerazzurra. Un dettaglio chiave per l’inchiesta.

Via Doveri, dentro il gradito Colombo

Tutto si sarebbe deciso proprio al Meazza, a margine della semifinale di andata di Coppa Italia tra Milan e Inter.

L’obiettivo? Schermare l’arbitro Daniele Doveri. Essendo considerato un profilo “poco gradito” all’ambiente interista, Doveri sarebbe stato piazzato strategicamente nella semifinale di ritorno per garantirsi l’impossibilità di vederlo arbitrare l’eventuale finale e, soprattutto, il prosieguo della delicata volata scudetto in campionato. Contestualmente, sempre in quel famoso incontro, si sarebbe spinto per affidare la direzione di Bologna-Inter ad Andrea Colombo, fischietto ritenuto invece gradito.

Giustizia Sportiva in attesa

Il tassello investigativo che porta a Schenone è un’ormai celebre intercettazione tra Rocchi e Andrea Gervasoni (supervisore Var, anch’egli indagato e autosospeso). Nella telefonata sulle sospette pressioni per sistemare le griglie, emerge chiaramente il nome di un certo “Giorgio”. Incrociando dialoghi e testimonianze, la Guardia di Finanza lavora sull’identificazione con il dirigente dell’Inter.

Schenone non risulta iscritto nel registro degli indagati, ma verrà ascoltato per capire se quelle pretese al designatore possano configurare il reato di frode sportiva. Nel frattempo, la Procura della Figc resta bloccata: il pm Maurizio Ascione non può ancora trasmettere le carte a causa del segreto investigativo.

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