Il Sinner sindacalista: “Vogliamo avere voce in capitolo con gli Slam. Senza di noi, non si disputerebbero i tornei”

Alla Gazzetta: "Se in futuro gli Slam vorranno iniziare di sabato o di venerdì, dovrebbero consultarci. Roland Garros? Spero che faccia molto caldo proprio adesso, così mi abituo"

Il Sinner sindacalista: “Vogliamo avere voce in capitolo con gli Slam. Senza di noi, non si disputerebbero i tornei”

Dc Roma 15/05/2026 - Internazionali BNL d’Italia / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Jannik Sinner

Il Roland Garros: l’unico Slam che manca a Jannik Sinner in una bacheca già stracolma di trofei e prestigio. La sconfitta dell’anno scorso ha pesato, certo, ma ha fornito anche il carburante necessario per cercare subito il riscatto. E con Alcaraz fuori dai giochi… sta di fatto che Jannik è carico, e le sue parole alla Gazzetta dello Sport lo dimostrano.

Sinner: “Spero che faccia molto caldo proprio adesso, così mi abituo”

Il campione italiano parla delle difficoltà che potrebbe incontrare, soprattutto a livello climatico:

Visto che fa abbastanza caldo, se giochi di giorno devi guardare ai due aspetti: la palla viaggia di più, quindi sono condizioni adatte al mio gioco. Se si inizia a servire bene la palla rimbalza, ci sono tante cose positive. Credo che la cosa più importante sia stare bene mentalmente. L’ho sempre detto in tutti i tornei, perché la mente può darti una grande mano, e ovviamente conta anche l’aspetto fisico. Ho ancora quattro o cinque giorni per prepararmi; spero che faccia molto caldo proprio adesso, così mi abituo. Anche a Indian Wells mi sono sentito bene con il caldo e sono stati fatti molti passi avanti.”

Tornando alle fatiche di questi mesi, se il torneo di Roma non fosse stato in Italia, l’avrebbe saltato?

“Sicuramente giocare in Italia è stata una motivazione in più, e sapevo anche che era l’unico Masters 1000 che mi mancava. Allo stesso tempo, il fatto è che ora, con questi tornei più lunghi, se non giochi un evento non si tratta di perdere solo una settimana, ma sei fuori praticamente per due settimane, ed è un periodo molto lungo. Bisogna arrivare a Parigi con un buon numero di match e con il ritmo partita

Sulla protesta contro gli Slam

State attuando una protesta contro gli Slam parlando solo 15 minuti. Quali saranno le prossime iniziative?

“Non abbiamo nulla contro i giornalisti. È solo una questione di rispetto, cerchiamo di metterci in una posizione in cui avere un minimo di voce in capitolo con gli Slam. Noi giocatori siamo tutti molto uniti, perché senza di noi non sarebbe possibile disputare i tornei. Non è solamente una questione di montepremi, parliamo anche dei trattamenti pensionistici e dei processi decisionali: se in futuro gli Slam vorranno iniziare di sabato o di venerdì, dovrebbero consultarci. Vedremo quali risposte avremo qui, poi decideremo.”