Il primo pensiero di De Laurentiis è l’offerta americana di 2,2 miliardi, non l’allenatore
Lo scrive Repubblica. Vuole avere la certezza di lasciare la sua creatura in buone mani. È la priorità di De Laurentiis in questi giorni

Mg Napoli 23/05/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cagliari / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis
De Laurentiis sta vendendo il Napoli? Le voci ormai sono sempre più insistenti. Quotidiane. In conferenza stampa, il presidente non ha smentito l’offerta degli investitori americani guidati dalla Underdog Global Partners con la partecipazione della Ariel Investments di Chicago. È di ieri la notizia che gli americani avrebbero alzato l’offerta a 2,2 miliardi di euro. Una cifra stratosferica per un club di Serie A che peraltro non ha nemmeno uno chalet di proprietà e ha avuto fin qui seri limiti nell’alzare il fatturato.
De Laurentiis avrebbe fatto l’affare più clamoroso nella storia dello sport
Repubblica, con Marco Azzi, scrive
che il rebus della panchina non occupa in questo momento il primo posto nei pensieri del presidente, sul cui tavolo c’è la stratosferica offerta ricevuta dagli Stati Uniti per la cessione del club. Gli investitori Usa hanno rilanciato addirittura a 2.2 miliardi e Adl ha in teoria la possibilità di realizzare economico l’affare più clamoroso nella storia dello sport, dopo aver trasformato in oro le ceneri del fallimento, con un lavoro certosino e a tratti da visionario di quasi 23 anni.

Db Milano 01/12/2025 – Gran Gala’ del Calcio Aic 2025 / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: Aurelio De Laurentiis
La trattativa dura da quasi sei mesi
In conferenza ha detto che i soldi non sono tutto – e francamente non gli crediamo. vuole verificare la passione e le reali intenzioni degli acquirenti. Ossia vuole avere la certezza di lasciare la sua creatura in buone mani.
“Tanti soldi e cuore: l’affare può andare in porto solo così e la prossima mossa tocca gli americani, decisi a tirare le somme di una trattativa che dura da quasi sei mesi”.
La scelta del tecnico post-Conte passa in secondo piano.