Il povero Pellegrino agli ottavi di Roma contro Sinner che già a 17 anni lo prese a pallate
Il tennista pugliese numero 125 del mondo ha battuto Tiafoe, e ora aspetta il numero 1 del mondo che sta conducendo una battaglia sindacale anche per lui

Italy's Jannik Sinner smiles to coach after winning against Austria's Sebastian Ofner during the ATP Rome Open tennis tournament at Foro Italico in Rome on May 9, 2026. (Photo by Tiziana FABI / AFP)
Il giorno di Andrea Pellegrino, che tutto d’un tratto si ritrova agli ottavi di finale degli Internazionali contro (quasi sicuramente) Sinner dopo aver battuto Frances Tiafoe, numero 20 del tabellone romano, nel giorno in cui La Stampa gli dedica una bella intervista. Poi, chiaramente, è un dì di festa condizionato dal passo successivo. Perché Pellegrino è numero 125 del mondo e a 29 anni viene intervistato da Stefano Semeraro come onestissimo rappresentate della classe operaia tennistica, quelli che alla fine del mese ci arrivano a stento. E perché ora gli tocca l’imbattibile Sinner, numero 1 del mondo, che sta peraltro conducendo una battaglia sindacale sui premi (anche) per quelli come lui. Sia messo come contesto che Pellegrino prese un pesantissimo 6-1 6-1 da Sinner già nel lontano 2019, torneo ITF M25 di Santa Margherita di Pula. Sinner aveva 17 anni appena ed era ancora nella fase future-challenger.
In ogni caso, per ora, Pellegrino giustamente se la gode. Tiafoe è un bello scalpo, anche se non in formissima, e li risultato (7-6 6-1) racconta di una partita abbastanza dominata.
Pellegrino e la classe operaia del tennis
Tornando alla questione economica che domina le pagine di questi giorni grazie alle minacce di boicottaggio, Pellegrino racconta alla Stampa che appena si scende al di sotto del numero 100 del mondo la vita del tennista è tutta un sacrificio. Pellegrino per esempio nel 2025 in montepremi ha intascato poco più di 182 mila dollari, e bastano a stento.
“L’ospitalità e il vitto sono assicurati finché si rimane in tabellone, ma bisogna considerare lo stipendio di un coach – ed eventualmente di un preparatore e un fisioterapista: e se arriviamo a tre persone la camera extra non rientra nell’ospitalità – che significa tutte le spese pagate, un “fisso” relativamente basso (10-12 mila dollari) ma una percentuale anche del 20-30 per cento sui montepremi incassati. Che sono lordi, perché – non va dimenticato quando si fanno i conti in tasca agli atleti – nel tennis le tasse si pagano subito, al momento di ritirare l’assegno, con percentuali che, a seconda delle varie nazioni, possono andare dal 20 al 45”.