Paolini e il possibile boicottaggio di Parigi: “Se ne parla già da un anno, non c’è equità”
A Tuttosport: "Atp e Wta ci assicurano un guadagno del 30% di quello che incassa il torneo. Negli Slam, invece, la metà. Il prize money aumenta ogni anno dell’1-2%".

Dc Roma 05/05/2026 - Internazionali BNL d’Italia / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Jasmine Paolini
In conferenza stampa al Foro Italico, la tennista numero uno al mondo Aryna Sabalenka ha parlato di un possibile boicottaggio al prossimo Roland Garros per i montepremi assegnati. A questa protesta si è aggiunta anche Jasmine Paolini, che in un’intervista a Tuttosport ha chiarito la sua posizione.
La posizione di Paolini sul boicottaggio al Roland Garros
La tennista ha parlato del possibile boicottaggio di Parigi, dichiarando: “Se ne parla già da un anno e con le atlete siamo unite. Ci sono cose che non sono eque, perché Atp e Wta ci assicurano la pensione, l’assicurazione e la maternità, oltre a un guadagno del 30% di quello che
incassa il torneo. Negli Slam, invece, siamo alla metà. Quindi cosa succede ogni anno? Gli Slam aumentano i prize money dei giocatori perché hanno ricavi superiori del 15% all’edizione precedente. Solo che il prize money aumenta dell’1-2%“.
Non è cominciata nel migliore dei modi la stagione di Paolini, che ha raccontato le difficoltà che ha riscontrato finora: “Sto cercando di focalizzarmi sulla qualità del mio tennis in ogni allenamento. Devo alzare il livello e per questo serve anche prendersi qualche giorno di riposo. Ora mi sento bene e spero di poter tradurre tutto ciò in partita. L’obbiettivo quest’anno è di godermi il torneo“.
La battaglia per le entrate del torneo, ai tennisti replica la Federtennis francese
“Mentre il Roland Garros prova a registrare entrate record, i giocatori riceveranno una quota in calo del valore che contribuiscono a creare. Non si fa nulla per affrontare i problemi strutturali che i giocatori hanno costantemente e ragionevolmente sollevato nell’ultimo anno. Non c’è stato alcun impegno sul benessere dei giocatori e nessun progresso verso l’istituzione di un meccanismo formale per la consultazione dei giocatori nell’ambito del processo decisionale del grande slam. Mentre altri importanti sport internazionali stanno modernizzando la loro governance, coinvolgendo le parti interessate e costruendo valore a lungo termine, i grandi slam rimangono resistenti al cambiamento. I giocatori non vengono consultati e la continua mancanza di investimenti nel benessere dei giocatori riflettono un sistema che non rappresenta adeguatamente gli interessi di coloro che sono centrali per il successo dello sport”. Questo il messaggio dei tennisti.
La Federazione francese ha risposto dicendo che le entrate generate dal torneo sono reinvestite sia nel torneo sia nello sviluppo dello sport a livello di base. E ha ricordato gli investimenti per ristrutturare l’impianto.