Il Milan non segna, la Juve pareggia col Verona retrocesso: la corsa Champions è diventata una gara a chi perde meno
Il Milan perde 2-0 a Sassuolo, la Juventus pareggia 1-1 in casa col Verona già retrocesso. La corsa Champions diventa una gara a chi perde meno: la Roma, con una partita in meno, può portarsi a un punto dal quarto posto.

Db Bologna 03/02/2026 - campionato di calcio Serie A / Bologna-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
Proviamo a riassumere la trentacinquesima giornata di Serie A per chi segue la corsa Champions con un minimo di distacco: il Milan ha perso 2-0 a Sassuolo (Berardi e Laurienté, Tomori espulso); la Juventus ha pareggiato 1-1 in casa col Verona, che è ultimo e retrocesso da tre giornate; il Como ha pareggiato 0-0 col Napoli, che pensava ad altro. La Roma non ha ancora giocato. La domanda legittima è: ma queste squadre vogliono andarci davvero, in Champions League?
La classifica dopo 35 giornate: Inter campione d’Italia con 82 punti, poi Napoli 70, Milan 67, Juventus 65, Como 62, Roma 61 con una partita in meno. Se la Roma batte la Fiorentina stasera all’Olimpico, sale a 64 e si porta a un punto dalla Juve e a tre dal Milan. A tre giornate dalla fine.
Il Milan non segna più: 4 gol in 7 partite
Il Milan è in caduta libera e a questo punto è giusto chiamarla così. Quattro gol nelle ultime sette partite, a secco da cinque. Nessun attaccante in rete da sette giornate: i gol li fanno Rabiot, Pavlovic, Fofana. Leao non segna dal 1° marzo, Pulisic zero gol nel 2026, Nkunku fermo a febbraio. A gennaio Allegri era in testa alla classifica e gli bastava mezzo Leao per vincere: l’apoteosi del corto muso. Cinque mesi dopo, il corto muso è diventato muso a terra. La dirigenza si libererebbe volentieri di Allegri, ma il problema non è solo l’allenatore: è un attacco che ha smesso di funzionare nel momento decisivo della stagione. La Gazzetta ha scritto di un Milan “involuto, inconcludente e distratto”. Non è più un giudizio: è una cartella clinica.
La Juve pareggia col Verona retrocesso e Sogliano la mette in imbarazzo
La Juventus non sta meglio, solo che la crisi ha un aspetto diverso. Non è l’attacco che non segna (Vlahovic ha segnato su punizione), è una squadra che non riesce a vincere le partite che dovrebbe vincere a occhi chiusi. Il Verona è ultimo con 23 punti, retrocesso da un mese, e allo Stadium ha strappato un punto con l’orgoglio di chi non ha nulla da perdere. Sogliano, espulso al 95′, è uscito dicendo “filmate le panchine e altro che Var”, denunciando novanta minuti di proteste dalla panchina bianconera. Spalletti ha replicato che “non ci siamo mai alzati”, ma il risultato parla da solo: è lo Spalletti che spiega al mondo Juve di non essere né Thiago Motta né Tudor, e che adesso deve spiegare anche perché non batte il Verona in casa.
Milan-Juve dello 0-0: la profezia si è avverata
Viene da ripensare a Milan-Juventus della settimana scorsa, quella che definimmo la sintesi della povertà del calcio italiano. Zero a zero, zero tiri che valesse la pena ricordare, un’apoteosi della noia. Quel pareggio sembrava un risultato tattico, un punto accettabile per entrambe. Una settimana dopo, entrambe hanno perso terreno: il Milan sconfitto dal Sassuolo, la Juve fermata dal Verona. Il calcolo di non rischiare nulla si è trasformato nel rischio di perdere tutto. Il Times aveva scritto che il calcio italiano è povero, non ha strutture e non coltiva i giovani: Milan e Juve ne sono la dimostrazione vivente.
La Roma è lì: a un punto dal quarto posto se vince domani
E mentre Milan e Juve affondano, la Roma è lì che aspetta. Sessantuno punti con una partita in meno. Se batte la Fiorentina domani, sale a 64: un punto dalla Juventus, tre dal Milan. Il calendario dice Lecce-Juventus sabato prossimo, poi Fiorentina e Torino. Il Milan deve affrontare Atalanta, Roma e Cagliari. La Roma ha Fiorentina (domani), Milan (scontro diretto) e Empoli. La corsa Champions rallenta per tutti, e il quarto posto potrebbe decidersi allo scontro diretto Milan-Roma della penultima giornata.
Chi va in Champions: i tre scenari
Lo scenario più probabile è che Milan e Juve riescano a trascinarsi al traguardo in terza e quarta posizione, perché il vantaggio è ancora sufficiente. Ma “più probabile” non significa certo. Se il Milan perde anche con l’Atalanta (e con questa sterilità offensiva è tutt’altro che improbabile) e la Roma vince le prossime due, arriviamo all’ultima giornata con la Champions in bilico per tre squadre. Il Como, a 62, ha bisogno di un miracolo ma non è matematicamente fuori.
Ma cosa succede se due o più squadre chiudono a pari punti nella corsa per il quarto posto? A determinare la graduatoria finale sarà la classifica avulsa, ovvero il numero di punti conquistati dalle stesse squadre negli scontri diretti. Il secondo criterio è la differenza reti negli scontri diretti. Se la parità persiste, si passa alla differenza reti complessiva in campionato, poi al maggior numero di gol segnati nell’intero torneo e infine al sorteggio.
L’unica certezza è che nessuna di queste squadre sta facendo nulla per meritarsela. È una corsa Champions a perdere, e la sensazione è che l’ultimo posto utile finirà a chi inciampa meno, non a chi corre di più.