Rare tracce di Psg-Bayern. Ma su quel ramo del lago di Como, il Napoli porta la Champions a casa

Ottanta minuti in copertura e poi un palo di Politano. Il Como ci prova di più ma sbatte sullo scudo di Conte. De Bruyne il solito pianto: non può rimanere a Napoli

Rare tracce di Psg-Bayern. Ma su quel ramo del lago di Como, il Napoli porta la Champions a casa

Como’s Spanish defender #14 Jacobo Ramon and Napoli's Danish forward #19 Rasmus Hojlund fall during the Italian Serie A football match between Como and Napoli at the Giuseppe Sinigaglia Stadium in Como, Italy on May 2, 2026 (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

Rare tracce di Psg-Bayern. È l’esito delle analisi di Como-Napoli partita molto italiana del campionato di Serie A. E va riconosciuto che per buona parte del match le tracce sono state tutte della squadra di Fabregas che ha provato ad attaccare, ad accelerare. Ma ha quasi sempre trovato lo scudo difensivo allestito da Conte. Va però detto che il finale è stato della squadra di Conte che ha colpito anche il palo con Politano e sfiorato la vittoria.

Il Como un paio di gol se li è comunque divorati, con un calciatore da solo davanti a Milinkovic. Prima Douvikas che ha persino superato il portiere ma poi ha calciato sui piedi di Rrahmani che si è immolato sulla linea di porta. E quindi Diao probabilmente il migliore, l’unico in grado di produrre accelerazioni degne di questo nome. Ma quando si è trattato di segnare, ha palesato la differenza con Kvara e Olise. In realtà anche Alisson Santos ha prodotto accelerazioni, il solo nel Napoli. Troppo isolato. In lui tracce di Lavezzi. Nel finale a Dazn hanno riportato una frase intrisa di saggezza di Antonio Conte: “Se non possiamo vincere, non dobbiamo perdere”.

Il Napoli ha portato a casa il punto che serviva

Tutto questo per dire che in maniera molto italiana il Napoli si è portato a casa il punto che serviva per blindare la qualificazione Champions. Gli azzurri hanno prodotto pochino. Almeno fino all’80esimo. Prima una buona occasione per McTominay e poi il palo colpito da Politano all’83esimo con un gran tiro di sinistro. Perché nel finale il Como è calato, ha pagato il ritmo e il pressing dei primi sessanta minuti. Non è ovviamente un caso che il Napoli le uniche occasioni le abbia prodotte una volta che De Bruyne è uscito (al 60esimo), sostituito da Anguissa.

È stata l’ennesima prestazione anonima di De Bruyne. Gli auguriamo di disputare un eccellente Mondiale ma il belga non può rientrare nei piani futuri del Napoli. È stato un acquisto sbagliato, insieme a tanti altri. Non sappiamo se il ds Manna (caro a De Laurentiis) rimarrà. Nel caso, speriamo che il prossimo mercato sia di segno diverso. Quello dell’estate scorsa è stato semplicemente disastroso (diamo un nome alle cose).

In Italia si gioca male anche perché si fischia troppo

Torniamo al match. Fino all’80esimo, non ricordiamo occasioni pericolose né parate di Butez. Anzi gli azzurri sono stati graziati nel primo tempo per una spallata – a nostro avviso regolare – di Douvikas su Rrahmani in costruzione. I comaschi sarebbero potuti andare in porta. L’arbitro Fabbri ha fischiato un fallo che in Champions non avrebbero mai fischiato. Perché è vero che in Europa si va al doppio-triplo della velocità rispetto all’Italia, però si fischia anche la metà se non un terzo. Comprendiamo che in questo periodo il mondo arbitrale ha ben altri affanni ma in futuro è un tema che andrà affrontato. È accaduto anche con Lobotka a terra. Ci dispiace per Lobo ma se l’arbitro non fischia, l’azione deve proseguire.

A tre giornate dalla fine, il Napoli conserva otto punti di vantaggio sul Como e attende la Roma che ospiterà la Fiorentina. Gli azzurri hanno il Bologna in casa, Pisa fuori e Udinese al Maradona. Probabilmente già dopo Napoli-Bologna si avrà la certezza matematica della qualificazione e si procederà al tanto atteso confronto tra Conte e De Laurentiis. Col presidente che illustrerà il piano di dimensionamento (senza ri): via i De Bruyne, via i Lukaku, ritorno agli acquisti alla Alisson Santos. Conte ha un contratto da otto milioni di euro netti. Non è detto che vada via. Lo ripetiamo: ci auguriamo che resti. Alle porte c’è Sarri. Sarebbe il secondo remake della presidenza De Laurentiis. Il primo (Mazzarri) non è andato benissimo, per usare un eufemismo. Adl potrà difendersi dicendo di aver sposato il modello Florentino che sta riportando Mourinho al Real Madrid.

Fondatore del Napolista, ha scoperto di sentirsi allergico alla faziosità. Sogna di condurre il Bollettino del mare di Radio Rai. E di girare – da regista - un porno intitolato “La costruzione da dietro”. Si è convertito alla famiglia: ha una moglie, due figli, un cane. E tre racchette da tennis.

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