I “bambini” del Real Madrid, nemmeno alle elementari succedono cose del genere
La stampa spagnola ricostruisce l'implosione del Real Madrid. El Paìs: "Nemmeno la decenza di chiudere la stagione con dignità"

Pre Madrid 25/02/2026 - Champions League / Real Madrid-Benfica / foto Pressinphoto/Image Sport nella foto: Alvaro Arbeloa
Le parole chiave che la stampa spagnola usa per raccontare la crisi del Real Madrid parlano da sole: “battaglia”, “guerriglia”, “scontro”, “terremoto”, “polveriera”. In questi termini ne scrive El Mundo, ma è solo uno dei tanti esempi. La rissa tra Tchouaméni e Fede Valverde (finita in ospedale con un trauma cranico per l’uruguaiano) è scoppiata comunicativamente in mano al più grande club del mondo. Aprendo, a contorno, il fascicolo “fughe di notizie”. “In questo momento, nessuno si fida di nessuno”, dicono fonti interne allo spogliatoio del Real Madrid al Mundo.
“Sono come bambini”
El Mundo ricostruisce proprio la scena, come in un plastico di Vespa. “José Ángel Sánchez, direttore generale del Real Madrid, entra nello spogliatoio della prima squadra per una riunione urgente con i giocatori. All’interno, Valverde, con la testa insanguinata, viene accompagnato in un’altra stanza dove riceverà le prime cure prima di essere portato al centro medico. Tchouaméni si sta giustificando dopo l’accaduto, e il resto della squadra, per lo più a testa bassa, è presente”. “È un gruppo molto immaturo, sono come dei bambini”, insistono le fonti consultate dal giornale.
E’ una storia che viene da lontano. C’è stato lo sfogo di Vinicius contro Alonso nel Clásico, e poi, in privato, si sono aggiunti il sostegno di Bellingham al brasiliano e il suo successivo allontanamento. E ancora l’infortunio di Mbappé e la diagnosi errata, la crisi nello staff medico, la rabbia di Carvajal nei confronti di Arbeloa, la decisione dell’allenatore di tenere Asensio fuori per qualche giorno, il rapporto inesistente tra l’allenatore e Ceballos, lo schiaffo di Rüdiger a Carreras, il disappunto (chiamiamolo così) per il viaggio di Mbappé in Sardegna. Un bell’ambientino. El Mundo scrive di “atmosfera tossica”. Dovuta anche al cambio di allenatore “accolto con disapprovazione da molti, scatenando dispute interne che, unite alle sconfitte, hanno portato a una serie di scontri tra i giocatori del Real Madrid, con lo staff tecnico che ha giocato un ruolo centrale”.
La cronaca di un’implosione
Per El Paìs questa è ormai la cronaca di un’implosione. “Arbeloa e Florentino Pérez hanno implorato la squadra nello spogliatoio: che finisca con dignità. Nemmeno questo”. Quella rissa “non succede nemmeno in una classe di quarta superiore. Due ragazzi che si affrontano e si minacciano in classe, e poi il giorno dopo si picchiano nella stessa aula? Beh, questo è il Real Madrid, il club più famoso del mondo”.
Il problema è che in quello spogliatoio non c’è più un Ramos, un Hierro, un Raúl, un Modric. Mancano i leader. Uno spogliatoio colabrodo, scrive El Paìs, dove “si parla di tutto, si diffonde la voce, e non sempre si tratta di fatti, ma di versioni distorte degli eventi. Uno spogliatoio dev’essere come una tomba egizia: chi la perfora per primo rischia di dissotterrare le mummie. Il Real Madrid è ormai un club orbitato dai media tradizionali che cercano di raccogliere qualche informazione, e da 6.931 YouTuber e utenti di Twitter che affermano di avere fonti nella dirigenza, tra i giocatori e nei soliti bar. E in effetti le hanno”.