Flamini: “Milan? Alle spalle di Allegri non c’è stato un progetto chiaro”

Non è che "il pesce puzza dalla testa" vale solo quando fa comodo a Napoli. Alla Gazzetta ricorda lo scudetto del 2011: "Alle­gri riuscì a esal­tare uno spo­glia­toio pieno di grandi gio­ca­tori e det­tare una linea vin­cente"

Flamini: “Milan? Alle spalle di Allegri non c’è stato un progetto chiaro”

AC Milan's Italian head coach Massimiliano Allegri looks on ahead of the Italian Serie A football match between AC Milan and Cagliari at the San Siro Stadium in Milan on May 24, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

122 presenze, 8 gol e 2 trofei (uno scudetto, quello di Allegri, e una Supercoppa) vinti col Milan. Era un Milan diverso, che stava già iniziando ad abbandonare quel grandeur che aveva caratterizzato l’epopea berlusconiana, ma che riusciva ancora comunque a difendersi. Di quel Milan non restano che le braci, tra una dirigenza comica ed eternamente in conflitto e continui reset che rendono ogni anno l’anno zero. Allegri quante colpe poteva avere, se è vero che il pesce puzza dalla testa? Questo, in termini diversi, il concetto espresso da Flamini alla Gazzetta dello Sport.

Le parole di Flamini

Flamini

Si parte dallo scudetto del 2011:

“Ave­vamo una squa­dra di cam­pioni: Pato, Ibra­hi­mo­vic, Thiago Silva. Il segreto fu il gruppo. Alle­gri riuscì a esal­tare uno spo­glia­toio pieno di grandi gio­ca­tori e det­tare una linea vin­cente, forse quella che è man­cata in que­sta sta­gione.”

Che idea si è fatto sul fal­li­mento del Milan di quest’anno?

“Non vivo lo spo­glia­toio, non posso saperlo. Penso che per un alle­na­tore sia fon­da­men­tale tro­vare le parole giu­ste per far scen­dere in campo una squa­dra pronta a but­tarsi nel fuoco per lui. E alle spalle deve avere anche un pro­getto chiaro. Que­sto penso sia venuto meno.”

Un con­si­glio per ripar­tire?

“Una pro­prietà forte, come nelle grandi aziende: per­sone giu­ste, com­pe­tenti e capaci di coor­di­narsi nel lavoro. E che amino il Milan.”

Sul Como e il fallimento dell’Italia

Guardiola

Fabregas –  Fabrizio Patrucco/Image Sport

Un’impresa l’ha fatta anche il suo amico Fabre­gas.

“Sono fiero di Cesc. Il Como è una bella sto­ria, basata su idee e pro­getti chiari. La squa­dra non ha biso­gno di pri­me­donne: Cesc è molto alli­neato con la pro­prietà. Gli auguro il meglio.”