De Laurentiis dice no (per ora) a un’offerta di due miliardi per il Napoli
Offerta di un gruppo di investitori Usa. Domani Adl compirà 77 anni e il suo Napoli - senza infrastrutture - fatica sempre di più ad aumentare i ricavi. A Bari è stato un disastro

Italian cinema producer, businessman and owner of the Serie A football club SSC Napoli Aurelio De Laurentiis arrives at the Armani Theatre where late Italian fashion designer Giorgio Armani lies-in state, in Milan on September 7, 2025. Giorgio Armani died on September 4, 2025 at 91. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)
Da settimane in città si rincorrono le voci su una presunta vendita del Napoli da parte di De Laurentiis. Notizia che ovviamente si basa su un ragionamento. De Laurentiis domani compirà 77 anni. Il Napoli è tutto sulle sue spalle. Non è un’azienda costruita con ramificazioni delle responsabilità. Sì ultimamente qualcosa è cambiato, c’è qualche figura in più ma è fondamentalmente una one man band. E le one man band si reggono sull’uomo solo al comando che ovviamente non avrà in eterno la forza di reggere tutto. Basta guardare quel che è avvenuto a Bari dove la società è stata un disastro e la squadra finita in Serie C.
Il Napoli di De Laurentiis sconta ritardi epocali sul versante delle infrastrutture.
Il Napoli di De Laurentiis sconta ritardi epocali sul versante delle infrastrutture. Non ha un immobile di proprietà e fatica terribilmente ad aumentare i ricavi. Non è riuscito a realizzare il centro sportivo, men che mai lo stadio. Il calcio ormai è business, è un’industria. Il Napoli è artigianato. Specializzato. Di qualità. Molto curato. Ma sempre artigianato. Farà sempre più fatica nel futuro a stare il passo con le concorrenti.

È questo il ragionamento che è alla base di ogni rumors sulla possibile futura cessione del Napoli. Adesso la notizia – di Corsport e Repubblica – è che Adl avrebbe detto no a un’offerta di due miliardi di un gruppo di investitori statunitensi. Ma è tutto da stabilire cos’accadrà in futuro.
L’offerta di un gruppo Usa legato a Rizzetta presidente del Napoli Basket
Scrive il Corriere dello Sport con Fabio Mandarini:
Un’incredibile offerta da circa 2 miliardi che è stata garbatamente ma fermamente rifiutata. Per la cronaca: il 29 maggio 2025, Football Benchmark ha valutato la SSC Napoli un miliardo e cento milioni. Dicevamo: l’ultima proposta è made in Usa, quasi un segno del destino nell’anno del Mondiale americano, e l’ha confezionata un gruppo di investitori statunitensi. Il riferimento del pool sarebbe Matt Rizzetta, presidente italoamericano del Napoli Basket e del Campobasso, nonché Founder & Managing Partner di Underdog Global Partners, gruppo specializzato nella consulenza e nella gestione di asset sportivi e in connesse attività di real estate. Mesi di contatti, confronti diretti e tentativi non sono serviti agli investitori a convincere De Laurentiis, tanto che i colloqui si sono arrestati ancor prima di intraprendere un’attività di due diligence.
Rizzetta ha fatto sapere di non sapere nulla della notizia. Vedremo cos’accadrà nelle prossime settimane.