Khalaili il possibile primo israeliano del Napoli
Il club belga chiede 18 milioni per l'esterno destro. Ha segnato 3 reti in 8 partite di Champions. Le sue parole sulla guerra al Jerusalem Post

Union's Anan Khalaili celebrates after scoring during a soccer match between Royale Union Saint-Gilloise and Zulte Waregem, Saturday 20 December 2025 in Brussels, on day 19 of the 2025-2026 'Jupiler Pro League' first division of the Belgian championship. BELGA PHOTO BRUNO FAHY (Photo by BRUNO FAHY / BELGA MAG / Belga via AFP)
Il casting del Napoli per le corsie esterne del futuro fa tappa fissa in Belgio. Le ultime indiscrezioni di mercato accostano con insistenza al club azzurro il profilo di Anan Khalaili, talentuoso e duttile laterale destro classe 2004 in forza all’Union Saint-Gilloise.
L’idea del club sarebbe quella di inserire gradualmente un esterno moderno, capace di coprire tutta la corsia destra e offrire alternative offensive e tattiche, e affiancarlo al capitano Giovanni Di Lorenzo.
Chi è Anan Khalaili?
Nato nel 2004 e cresciuto calcisticamente nel Maccabi Haifa prima del salto in Belgio, Khalaili è un cittadino arabo-israeliano. Questa sua origine lo pone inevitabilmente al centro di una realtà geopolitica complessa, specialmente in un periodo storico segnato da fortissime tensioni. La sua figura è emersa con forza nell’ottobre del 2023 quando, nonostante la giovanissima età e le enormi pressioni mediatiche che gravavano sugli atleti della sua comunità, ha scelto di non chiudersi nel silenzio, ma di farsi portavoce di un messaggio di pace e umanità. Smarcandosi da ogni estremismo, ha espresso la sua posizione con una maturità rara, affidando al Jerusalem Post le sue parole:
“Sono un cittadino di questo Paese e vivo la stessa realtà di chiunque nell’universo odi le guerre e non ami gli spargimenti di sangue, ma purtroppo non è una cosa che possiamo decidere noi. Sono molto rattristato per quello che sta succedendo, sono molto rattristato per lo spargimento di sangue di cittadini innocenti e spero che finisca presto. Vorrei avere un modo, a livello personale, per fermare tutto questo; credetemi, non esiterei a farlo. Prego per giorni di gran lunga migliori.”
La strategia del club belga
Secondo quanto riportato dal portale belga DHnet, la dirigenza dell’Union non farà barricate per trattenere il giocatore durante la prossima sessione estiva. Il modello di business della società, d’altronde, è storicamente incentrato sulla rapida valorizzazione dei giovani talenti e sulle conseguenti plusvalenze necessarie per finanziare il progetto sportivo.
Acquistato solo due stagioni fa dal Maccabi Haifa per una cifra intorno ai 6,5 milioni di euro, l’esterno israeliano ha visto le sue quotazioni impennarsi vertiginosamente a suon di prestazioni convincenti.
Oggi, per lasciar partire il suo gioiello, il club belga ha fissato un prezzo di partenza estremamente chiaro: il cartellino è valutato circa 18 milioni di euro. Si tratta di una cifra importante, ma perfettamente in linea con i margini di crescita di un ragazzo di appena vent’anni che ha già dimostrato grande personalità.
Le statistiche di Khalaili: esaltazione in Champions e spinta costante
Analizzando i dati della sua annata, emerge il ritratto di un esterno moderno, capace di abbinare incisività sotto porta a una grande mole di gioco creata per i compagni. Il fiore all’occhiello della sua stagione è sicuramente il rendimento europeo. In Champions League, Khalaili ha rubato l’occhio registrando otto presenze e oltre settecento minuti giocati, conditi da ben tre reti.
Allargando lo sguardo all’intero scacchiere stagionale, i numeri confermano la sua centralità e la sua grande tenuta atletica, testimoniata dalle trentacinque presenze a referto su trentasette apparizioni monitorate. Non è solo un finalizzatore, ma anche un prezioso rifinitore: lo dimostrano i cinque assist messi a segno.
La sua pericolosità offensiva è costante, come evidenziano i venticinque tiri totali scoccati, di cui quasi la metà indirizzati nello specchio della porta. Infine, il dato dei 2088 palloni toccati stagionali certifica un aspetto tattico fondamentale: non si tratta di un esterno che si isola lungo la linea laterale, ma di un vero e proprio fulcro nevralgico a cui la squadra si affida costantemente per gestire il possesso e risalire il campo.