Conte non ha gradito di essere stato messo in discussione anche da De Laurentiis
Il Mattino racconta lo stato d'animo del tecnico, anche sugli infortuni e le polemiche che per noi in maniera assurda) lo accompagnano da mesi

Mg Parigi (Francia) 27/06/2016 - Euro 2016 / Italia-Spagna / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Pino Taormina sul Mattino racconta una crepa che nessuno aveva ancora messo a fuoco con questa nettezza: il fastidio di Antonio Conte per essere stato messo in discussione anche dal suo presidente. Una vicenda che sposta l’asse Conte–De Laurentiis dal piano dei sondaggi e dei contratti a quello, molto più scivoloso, dell’orgoglio professionale.
“Per esempio sugli infortuni. Lo ha ribadito. «Non è che ho preso una mazza e l’ho data sul ginocchio di Di Lorenzo o sulla caviglia di Neres». Conte non ritiene di dover dare delle risposte a nessuno. In questo caso, compreso De Laurentiis”.
Conte non ritiene di dover dare delle risposte a nessuno. In questo caso, compreso De Laurentiis. Il Napoli resta la sua priorità — ribadita anche nelle parole della conferenza post-Pisa — ma restano i troppi (per lui) dubbi che qualcuno ha sul suo operato. Anche da parte del presidente.
Gli infortuni e la difesa di sé stesso
Sul capitolo infortuni Conte lo ha ribadito con un’immagine che è quasi una protesta plastica: “Non è che ho preso una mazza e l’ho data sul ginocchio di Di Lorenzo o sulla caviglia di Neres”. Tradotto: la fragilità fisica della stagione non è dipesa da scelte di preparazione o da carichi di lavoro fuori scala. È un punto su cui Conte non discute, e su cui non si lascia attribuire colpe.
Lo stesso vale per il bilancio sportivo:
“il Napoli è la sua priorità. Ma restano i troppi (per Conte) dubbi che qualcuno ha sul suo operato. Anche da parte del presidente De Laurentiis. «Dovevo arrivare in Champions, dovevo organizzare una squadra che vedeva l’innesto di nove teste nuove. Non era facile, ma ci siamo riusciti». Vorrebbe solo osanna, consacrazioni, magari che De Laurentiis lo difendesse da chi si lamenta del gioco, delle scelte tecniche che qualcuno definisce incomprensibili e che – e veniamo al punto di vista del club azzurro – possono essere persino dannose nell’economia del bilancio del club”.
Il messaggio implicito è quello di un allenatore che si sente garante di un obiettivo raggiunto, e che fatica a capire da dove arrivino dubbi e perplessità interne.
Il punto di vista del club: scelte tecniche “incomprensibili” e bilancio
È qui, scrive Taormina, che la frattura si fa concreta. Conte vorrebbe solo osanna, consacrazioni, magari che De Laurentiis lo difendesse da chi si lamenta del gioco. Da chi giudica certe scelte tecniche “incomprensibili“. E queste perplessità — questo è il punto di vista del club azzurro — possono essere persino dannose nell’economia del bilancio del Napoli: un allenatore in discussione dal proprio presidente vale meno sul mercato delle prestazioni, ricade sui prezzi di vendita, sull’attrattiva del progetto, sull’idea stessa che il Napoli può vendere di sé. Mentre in città si discutono già i nomi del dopo Conte, quello che Taormina descrive è un allenatore che, prima di tutto, non vuole essere messo in discussione.