Con Allegri Napoli scopre la normalità di vincere di nascosto
DI VINCENZO RICCHIUTI - Non è il mistero e il super lavoro della fede, non detta percorsi, non spezza le acque. Allegri se la ride di tutto questo. Non ha soluzioni finali, non è l’inizio di alcunché che non passi con un bagno veloce.

AC Milan's Italian coach Massimiliano Allegri reacts during the Italian Serie A football match between AC Milan and Fiorentina at San Siro stadium in Milan, northern Italy, on October 19, 2025. (Photo by Stefano RELLANDINI / AFP)
Allegri, è l’inferno
L’inferno dicono è quel posto dove gli italiani vivono la normalità. Ci sono le donne nude e col Diavolo ci si mette d’accordo. Con Allegri donne quante ne vuole ed è facile trovare una intesa. Siamo uguali. Allegri non è il monolite calato dalla qualunque che giunge a dettare percorsi, spezzare acque, salvare gli anni buttati chiamandoli traversate nel deserto. No, Allegri se la ride di tutto questo. Non ha soluzioni finali, non è l’inizio di alcunché che non passi con un bagno veloce. C’era una volta il Domineddio, Antonio Conte non supponeva sconfitte ma peccati, non uomini ma fedeli. Una religione di vittorie tutte tutto, tutte impegno e coerenza, tutti per uno e uno vince per tutti.

Allegri non ti stressa con le maiuscole e le certezze
Allegri rimette te che stai leggendo al centro della storia per carità in minuscolo e non ti stressa con le maiuscole e le certezze. Non è il mistero e il super lavoro della fede, è il Rinascimento dopo Savonarola, il papa ateo, la banalità del male contro la solitudine dei numeri primi, il riposo del primato senza la scomodità di quel rompipalle del guerriero.
Vincere si vince, parlare quanto ne vuoi, perdere pure. Non ci si annoia, chi di fronte allo specchio di se stesso non ha insultato o insulterà Allegri. Ci si vergogna, no vergognati tu, essere o apparire sarà di nuovo in scena, ha ragione lui o ha ragione il tempo o ha ragione quello che diceva a morte i brutti. Il risultato disturberà le opinioni, la classifica passerà invano. Vincere si vince ma la normalità di farlo di nascosto finalmente è qua.
Vincenzo Ricchiuti