Capello: “Conte è l’uomo giusto come ct dell’Italia, è un motivatore. Guardiola? Selezionatore è un altro mestiere”
Sulla Gazzetta dello Sport: Conte è l'uomo giusto come ct dell'Italia, "un motivatore che conosce la casa". Mancini? "Ha una macchia nera: aver lasciato la Nazionale a metà qualificazioni 2024". Su Guardiola: "Selezionatore è un altro mestiere".

Db Torino 25/05/2021 - partita del cuore / Nazionale Cantanti-Campioni per la Ricerca / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Fabio Capello
Pochi possono parlare di Nazionale con il curriculum di Fabio Capello: 32 presenze in azzurro da giocatore (Mondiale 1974 incluso), poi ct di Inghilterra e Russia ai Mondiali di Sudafrica 2010 e Brasile 2014. A Matteo Nava sulla Gazzetta dello Sport, Capello sceglie senza giri di parole l’uomo per la panchina azzurra dopo Gattuso: Antonio Conte. E motiva la scelta punto per punto.
“Conte conosce la casa, è il motivatore che serve adesso”
L’apertura è netta:
“È un uomo che ha già allenato la Nazionale e ha affrontato l’Europeo del 2016 con buoni risultati, quindi si tratterebbe del ritorno di uno che conosce ‘la casa’, che conosce cosa bisogna dare ai giocatori e cosa loro possono dargli. È preparato e determinato, ha quella voglia e quella grinta che riesce a trasmettere ai giocatori: in questo momento forse la squadra azzurra ha proprio bisogno di un motivatore di questo tipo”.
Sui rischi del carattere di Conte, Capello è sbrigativo:
“Ha un carattere particolare, però guardo i risultati, che gli danno ragione. L’esperienza maturata in azzurro è importante: non è una novità per lui lavorare in quell’ambito”.
Mancini, “macchia nera indelebile”
Sulla candidatura del CT di Wembley 2021 Capello è duro:
“Sì, anche lui ha qualità e ha avuto risultati positivi, però per me ha una macchia nera, indelebile: aver lasciato la Nazionale a metà qualificazione di Euro 2024”.
L’addio di Mancini per l’Arabia Saudita, nell’estate 2023, è un peccato originale che — secondo Capello — non si cancella. La macchia, sottolinea, è soprattutto per la piazza, perché i giocatori “sono comunque contenti di andare in Nazionale, è qualcosa di importante la maglia azzurra”.
Baldini “persona molto valida”
L’altra mossa interessante di Capello è la promozione di un nome poco usato nel dibattito mediatico, e che a sorpresa coincide con quello che Tony Damascelli ha proposto stamattina sul Giornale:
“Sì, Baldini ha fatto bene e storicamente quelli che hanno fatto bene venivano sempre dalla scuola di Coverciano. Insomma, adesso ci penserei. La butto lì, mi sembra una persona molto valida”.
È curioso che in 24 ore due voci autorevoli — Damascelli e Capello — abbiano spinto entrambi il nome di Silvio Baldini, l’attuale ct dell’Under 21. Una convergenza che apre uno scenario alternativo ai soliti grandi nomi.
Conte vs Mancini: la differenza nello stile
Su cosa differenzia i due ex-ct:
“Ognuno ha il proprio modo di gestire la squadra e di presentarsi a livello di comunicazione. E credo che ognuno abbia un’idea di gioco: Mancini l’ha mostrato nell’Europeo che ha vinto e Conte con i risultati che ha raggiunto. Vedono il calcio probabilmente in maniera diversa, più offensivo Mancini e più equilibrato Conte, però la cosa importante è riportare quella rabbia e quella voglia che ultimamente sono proprio mancate”.
Guardiola CT? “È un altro mestiere”
Sull’ipotesi più romantica — Pep Guardiola al posto di Gattuso — Capello è il primo grande nome a porre dei limiti tecnici:
“È un grande allenatore con grande qualità, riesce sempre a fare molto bene dappertutto a livello di club. La Nazionale è un altro mestiere: non lavori tutti i giorni e la difficoltà è proprio questa. Non sei un allenatore, sei un selezionatore. Quindi devi essere bravo a trovare i giocatori giusti che riescano veramente, quando indossano la maglia azzurra, a giocare come fanno nei club. A molti in Nazionale viene il braccino corto”.
Aggiunge un dettaglio strutturale che peserà:
“Stiamo parlando di un grande allenatore, abituato a un’ottica in cui se gli servono due centrocampisti, glieli comprano. Qui non li trovi, la differenza è questa. Ma che sia un grande allenatore lo dicono i risultati, tutto quello che ha ottenuto. Poi lui è una persona intelligentissima: ci sta che riesca a capire subito come fare”.
La conclusione che non sceglie
A Nava che chiede di scegliere, Capello chiude diplomaticamente:
“La mia preferenza è che l’Italia vada avanti, che torni ad essere l’Italia”.
Il punto
Tra l’intervista di Capello sulla Gazzetta e il commento di Damascelli sul Giornale di stamattina, il dibattito sul ct dell’Italia si arricchisce di due elementi nuovi. Primo: emerge un consenso largo su Antonio Conte come candidato naturale (Capello lo promuove esplicitamente). Secondo: si fa strada il nome di Baldini, che fino a 24 ore fa nessuno citava e che oggi tre voci diverse hanno indicato come opzione seria. Da fenomeno mediatico (Conte, Mancini, Guardiola) si comincia a parlare di opzione tecnica concreta.
Le elezioni federali della Figc del 22 giugno saranno l’occasione per capire se al posto della scelta più mediatica vincerà quella più di sostanza. Capello, che ha allenato Inghilterra e Russia in Nazionale, sa di cosa parla.