Cahill: “Sinner sa che nel tennis è importante, ma nella vita normale non così tanto”

"Ribalta sempre le domande, è curiosissimo, vuole imparare tutti da chiunque, per trovarsi preparato"

Cahill: “Sinner sa che nel tennis è importante, ma nella vita normale non così tanto”

Italy's Jannik Sinner reacts as he plays against Spain's Carlos Alcaraz during the Monte Carlo ATP Masters Series Tournament final tennis match on Court Rainier III at the Monte-Carlo Country Club in Roquebrune-Cap-Martin, south-eastern France on April 12, 2026. Valery HACHE / AFP

Darren Cahill è l’altra faccia di Simone Vagnozzi. Lo dipingono come la versione coccolosa del duo-tecnico. Che è così affascinato dalla personalità di Jannik Sinner che è ancora al suo fianco anche se aveva annunciato il ritiro. E’ quella personalità che viene raccontata da Cahil come il vero segreto di Sinner. Una specie di puzzle a cui si aggiunge un pezzettino dopo ogni intervista. Per esempio, alla Gazzetta dello Sport Cahill aggiunge un paio di pezzettini interessanti. Dice che Sinner non sopporta le domande perché a lui piacciono le risposte, è un curioso patologico, impara sempre, ogni minuto da chiunque. E dice che se in campo è un robot programmato per nuocere, poi fuori ha una vena “schizzata” che evidentemente lo salva dalla noia. Lo dice sempre più stesso lui stesso.

“Sa qual è il suo posto nella vita”

Cahil dice che Sinner ha “una grande consapevolezza di sé. Sa quale sia il suo posto nel panorama del tennis e nella vita: nel tennis è importante, nella vita di tutti i giorni non così tanto. Ed è normale così, perché lui pratica uno sport e fa qualcosa che ama, ma ci sono cose più importanti nella vita che colpire una pallina da tennis. E lo sa bene, per questo riesce a essere umile e tenere i piedi per terra. Penso che questo derivi in gran parte dall’educazione ricevuta dai suoi genitori”.

“È estremamente curioso. Quando si trova in un gruppo di persone, tutti vogliono sapere qualcosa da lui, ma alla fine trova il modo di ribaltare la situazione e tempestarli di domande, che si tratti di sport o di vita, di come gestire la pressione, delle fidanzate o di qualsiasi altra cosa. Vuole imparare dalle persone che hanno vissuto esperienze che probabilmente lui vivrà in futuro. Vuole essere pronto in anticipo”.

“C’è una parte di lui che ama il pericolo e che non si vede molto in campo, perché quando è in partita ha questo computer interno che lavora continuamente e c’è una certa sicurezza nel modo in cui gioca. Calcola le probabilità di vincere il punto scegliendo un certo colpo con meno rischio, ed è la caratteristica di un giocatore vincente. Nella vita invece non è proprio così. Ama le corse automobilistiche, la velocità. Ama l’adrenalina. Ma queste due anime si uniscono in un solo giocatore, incredibilmente professionale: allenamento, alimentazione, riposo, cerca di entrare in campo ogni volta con l’obiettivo di crescere e migliorare. Per questo è un campione”.

Cahill dice anche che poi ci sono cose che gli allenatori non possono allenare. Lui ha un talento speciale, che pure in questo caso non è tecnica: “una spinta interiore che lo porta a voler imparare da ogni situazione. Jannik non impara solo dalle sconfitte, ma anche tanto dalle vittorie, perché è fondamentale ‘andare a scuola’ in ogni partita di tennis. Che vinca o perda, guarda tutto attraverso la stessa lente: ‘Come posso migliorare oggi?’. È la sua forza”.

L’elogio di coach Vagnozzi

“Simone Ha un occhio tecnico incredibile, migliore del mio. Riesce a vedere aspetti tecnici del gioco che pochissimi allenatori riescono a cogliere. E li vede molto presto, molto chiaramente. Ma soprattutto riesce a trasferirli al giocatore in modo che possa capirli e metterli in pratica. E’ stato straordinario nei piccoli cambiamenti apportati al gioco di Jan. Il servizio è l’esempio più evidente e i dati confermano il lavoro che loro due hanno fatto su questo colpo, ormai uno dei migliori del circuito. Simone è un allenatore speciale. Sa scegliere il momento giusto per trasmettere un messaggio a Jannik: sa quando vuole sentire qualcosa e quando invece bisogna lasciarlo risolvere da solo i problemi. Simone è la voce”.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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