Ben venga Allegri a Napoli, resettare darà il la a un ambiente schiavo della saccenza e del pregiudizio
POSTA NAPOLISTA - Di fronte a eventi avversi e ad avversari coalizzati ed infami, non esiste che il reset. L'ho sperimentato sulla mia pelle

Db Milano 10/05/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Atalanta / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
Caro direttore, da napoletano verace nel cognome e nel luogo di nascita (via Nilo quartiere San Ferdinando), tuo dirimpettaio a Fuorigrotta dall’infanzia ai 18 anni, felicemente emigrato in Toscana dall’università in poi, non posso fare a meno di intervenire nella querelle sul prossimo eventuale nuovo tecnico del Napoli.
La mia filosofia di vita è figlia dell’essere un discendente, come Lei e spero come il tifoso Illiano, degli Spartani che gettavano giù dal monte Olimpo i neonati deformi.
Con Allegri cammineremo entrambi senza “obtorto collo”
Essendo anche nato “deforme”, cioè sordo o quasi, ho subito l’equivalente della morte cruenta in ambito civile: la morte sociale.
Lo sfottò e il pietismo sono state entrambe le armi mortali.
Profondamente espressioni di una caratteristica di noi meridionali a seconda del ceto o dell’ambiente e dell’età di appartenenza.
Andare via da Napoli sapendo benissimo cosa sarei andato a fare in Toscana, nella Pisa che padre Dante disdegnava (meglio un morto in casa….), ha segnato la mia rinascita.

Di fronte ad eventi avversi e ad avversari coalizzati ed infami, non esiste che il reset.
Resettare tutto darà il la ad un ambiente schiavo della saccenza e del pregiudizio.
Perciò ben venga Allegri. Cammineremo entrambi senza “obtorto collo”, guardando sempre in avanti, con l’unico obiettivo di far felici i tifosi ed onorare la Società nell’anno dell’anniversario.
Mariano Starita