Abodi: “Guardiola ct? Non è un sogno impossibile, c’è tanta Italia nella sua vita”

A Sky Tg24: "Stiamo entrando in una sorta di sortilegio: non si è perso il talento, si è solo addormentato e lo stiamo trascurando. La priorità devono essere i giovani"

Abodi: “Guardiola ct? Non è un sogno impossibile, c’è tanta Italia nella sua vita”

Roma 16/12/2023 - Atreju: Festa Fratelli d’Italia / foto Image nella foto: Andrea Abodi

Intervenuto ai microfoni di Sky Tg24, Andrea Abodi ha parlato del futuro della Nazionale. Non è mancato un accenno alla suggestione Guardiola ct.

Le parole di Abodi

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Abodi e Gravina –  foto Matteo Gribaudi/Image Sport

Non è accettabile che, per la terza volta, non saremo ai mondiali. E che, dopo due volte in cui ci siamo ritrovati a giocarci tutto in un playoff, la nostra avversaria dimostri di avere più voglia, di aver avuto un approccio diverso. Mi auguro che questo determini uno choc della coscienza. Stiamo entrando in una sorta di sortilegio: non si è perso il talento, si è solo addormentato e lo stiamo trascurando”.

E ancora:

“La priorità devono essere i giovani. La politica è importante così come l’assetto della federazione, la giustizia sportiva e la riforma dei campionati. Ma alla fine tutto ruota al modello tecnico. Ci sono tanti ragazzi che non hanno un rapporto così familiare col pallone. Non sempre si ha la sensazione che il giocatore abbia libertà di saltare l’uomo, cosa che ci ha consentito di vincere. Troppo facile cercare il talento all’estero, costa meno ma dobbiamo trovare riforme che consentano maggiore competitività del mercato interno”. 

Su Guardiola e i tifosi

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Guardiola –  foto Imago/Image Sport

Guardiola ct dell’Italia? Bisogna capire se lui vuole permettersi l’Italia. Peraltro c’è tanta Italia nella sua vita, non è un sogno impossibile, fa parte delle soluzioni possibili. Allenatore e ct sono due mestieri diversi, bisogna capire se vuole diventare anche un grande selezionatore. Ma un allenatore da solo non fa una nazionale, bisogna quindi associarci un progetto di alto livello”.

La chiosa:

“Con il ministro Piantedosi e i presidenti delle Leghe e della Federcalcio ci incontriamo con una certa regolarità. Al di là della disponibilità piena mia e del collega Piantedosi, io credo che la mediazione delle leghe verso i club associati sia decisiva oltre che un fattore naturale, dovrebbe essere sistematico questo confronto. Perché così come i tifosi che sbagliano devono essere sanzionati, così anche le società che non hanno un comportamento adeguato devono in qualche maniera risponderne. Altrimenti rischiamo anche di mettere in discussione anche il ruolo di rappresentanza delle leghe”.