Abodi e l’ineleggibilità di Malagò: “Rispetto l’aspetto formale” (e quindi?)
"Il calcio deve autoriformarsi e io cercherò di dare i miei contributi. Voglio dar seguito alle questioni che riguardano la valorizzazione dei giovani talenti dei vivai e la salvaguardia dei campionati"

Roma 16/12/2023 - Atreju: Festa Fratelli d’Italia / foto Image nella foto: Andrea Abodi
La strada verso le elezioni per la presidenza della Figc, fissate per il prossimo 22 giugno, si infiamma attorno al nodo della presunta ineleggibilità di Giovanni Malagò. Al centro del dibattito c’è l’istituto del cooling off period, un ostacolo burocratico su cui è stato chiamato a esprimersi anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.
Le parole di Andrea Abodi
A margine del Junior Enterprise Italy May Meeting all’Auditorium Aurelia di Roma, il ministro ha delineato la sua posizione, mantenendo un profilo istituzionale ma richiamando l’intero sistema alle proprie responsabilità.
Il nodo ineleggibilità e le elezioni di giugno
Rispondendo alle domande dei cronisti, riportate dall’Ansa, Abodi ha evitato di entrare a gamba tesa sulla questione giuridica di Malagò, preferendo allargare il campo alla necessità di un cambiamento strutturale del sistema calcio:
“È un tema al quale do l’importanza che si deve dare all’aspetto formale. Io continuo ad essere interessato al fatto che si creino le condizioni affinché questo mondo si autoriformi e io cercherò di dare i miei contributi”.
Il Ministro ha poi ribadito il pieno rispetto per i passaggi democratici interni alla Federazione, lasciando la palla ai delegati chiamati al voto:
“Tutto ciò che ruota intorno a questi fattori, che vanno tenuti in conto e che porteranno all’elezione del 22 giugno, sono importanti e saranno l’espressione della volontà assembleare. Io rispetterò il presidente, ma rispetterò soprattutto la sua azione e quella del consiglio federale”.
Il piano per i vivai
Ma l’agenda di Abodi va oltre le scadenze elettorali. Il Ministro ha infatti annunciato importanti sviluppi sul fronte delle riforme del calcio professionistico, frutto di una recente sinergia governativa ed europea:
“L’altro giorno ho avuto incontri con il commissario Micallef, insieme con il vicepresidente Fitto e il ministro Foti. Abbiamo affrontato tutte le questioni che riguardano il calcio professionistico”.
L’obiettivo è mettere nero su bianco una strategia concreta per arginare la crisi del sistema e tutelare i settori giovanili:
“Prepareremo un documento comune perché voglio dar seguito alle questioni che riguardano la valorizzazione dei giovani talenti dei vivai e la salvaguardia dei campionati. Spero produca effetti che mi auguro si possano vedere in un tempo ragionevolmente breve”.