Ronaldo segna il gol 969 e zittisce i tifosi che gli cantano “Messi, Messi”: mostra tre dita

In Al Wasl-Al Nassr a Dubai i tifosi avversari provocano Ronaldo con i cori su Messi. Lui risponde col gesto del silenzio e alzando tre dita. È la terza volta che succede in Arabia.

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Monaco di Baviera (Germania) 08/06/2025 - Nations League / Portogallo-Spagna / foto Imago/Image Sport nella foto: Cristiano Ronaldo ONLY ITALY

Cristiano Ronaldo ha 41 anni, gioca nei quarti di finale dell’AFC Champions League Two a Dubai, segna il gol numero 969 della carriera e ancora deve rispondere ai cori su Messi. È il riassunto perfetto di una rivalità che sopravvive a tutto — anche alla geografia, anche all’età, anche al senso del ridicolo.

Il dito sulle labbra e le tre dita alzate

I tifosi dell’Al Wasl gli cantano “Messi, Messi” durante la partita. Ronaldo fa quello che fa sempre: prima il dito sulle labbra — zitti — poi alza tre dita. Il significato non è chiarissimo: potrebbe essere il punteggio della partita, potrebbero essere le Champions League vinte (cinque in realtà, ma chi conta più). Il gesto è più importante del numero. È Ronaldo che dice: io sono ancora qui, segno ancora, e voi non avete altro da fare che cantare il nome di un altro.

In Arabia è la terza volta

La cosa interessante è che succede in continuazione. Nel febbraio 2024 fu squalificato e multato per un gesto osceno verso i tifosi dell’Al Shabab che facevano lo stesso. Nell’ottobre 2023 aveva zittito quelli dell’Al Ettifaq con lo stesso dito sulle labbra. Tre episodi in meno di tre anni. In Arabia Saudita i tifosi hanno capito che il modo più semplice per entrare nella testa di Ronaldo è pronunciare cinque lettere.

Il paradosso di Ronaldo: ha vinto tutto ma non riesce a non rispondere

E qui sta il punto. Ronaldo ha detto di non essere d’accordo con chi considera Messi migliore di lui: «Non voglio essere umile su questo». È il primo calciatore miliardario della storia, guadagna dieci volte Messi, ha 969 gol in carriera. Eppure basta un coretto da stadio per farlo reagire come se fosse ancora in discussione.

È il paradosso di Ronaldo: ha vinto tutto, ha i numeri dalla sua parte su quasi ogni statistica possibile, ma non riesce a non rispondere. Messi a Miami non reagisce quando gli cantano “Ronaldo”. Ronaldo a Dubai non riesce a fare finta di niente quando gli cantano “Messi”. La differenza non è nei trofei — è nel carattere. E forse è proprio questo che ha reso la rivalità così grande: uno che brucia e uno che scivola, uno che deve dimostrare e uno che sembra non averne bisogno.

A 41 anni, dopo 969 gol, Ronaldo è ancora lì a zittire ragazzini in uno stadio di Dubai. Non è triste — è Ronaldo. Non cambierà mai. Ed è per questo che continua a segnare.

 

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