Per lo Spiegel, Psg-Bayern segna l’inizio di una nuova era nel calcio
Addio allo stile Klopp della marcatura triplicata e al tiki taka di Guardiola, si marca uno contro uno. Il vero vincitore del "nuovo calcio" è lo spettatore.

Monaco di Baviera (Germania) 26/11/2024 - Champions League / Bayern Monaco-Paris Saint Germain / foto Imago/Image Sport nella foto: Vincent Kompany ONLY ITALY
Ci sono stati nove gol nel match tra Psg e Bayern Monaco, semifinale d’andata di Champions, con la squadra di casa che l’ha spuntata 5-4. Per lo Spiegel, il continuo botta e risposta tra le due squadre è stata la conseguenza dell’idea di gioco di entrambe, che pagano le concessioni difensive ma bilanciano con la loro forza offensiva.
Psg-Bayern Monaco in Champions, il caos predomina sull’ordine
E’ l’era del “nuovo calcio”, il caos predomina sull’ordine; sembra qualcosa di irripetibile ma in realtà per la partita di ritorno il Psg continuerà ad attaccare nonostante sia in vantaggio. Kompany ha dichiarato che vorrebbe vedere un Bayern ancora più coraggioso nel match di ritorno e probabilmente schiererà lo stesso undici titolare di ieri sera. Anche se questo non vale per tutte le squadre, specifica lo Spiegel, poiché l’Atletico Madrid approccerà probabilmente la partita in maniera completamente diversa contro l’Arsenal questa sera.
Quella tra Psg e Bayern si può definire una delle partite che ha cambiato il calcio, come la finale del 2009 tra Barcellona e Manchester United, quando i Red Devils dichiararono di non averci capito nulla contro il tiki taka blaugrana. E vent’anni prima di Guardiola, Sacchi inaugurò un nuovo tipo di calcio quando il Milan batté il Real Madrid 5-0. Oggi il ritorno della marcatura a uomo ha caratterizzato Psg-Bayern e ha evidenziato le qualità e il talento di molti giocatori, come Kvaratskhelia, Dembélé e Doué, che cercavano in dribbling di saltare i difensori; lo stesso è accaduto dall’altra parte, con Olise e Luis Diaz quasi infermabili.
Nell’era del “nuovo calcio” a vincere è lo spettatore
Oggi registi come Xavi, spiega lo Spiegel, avrebbero più difficoltà a giocare, poiché devono imparare a dribblare quasi in maniera perfetta come ad esempio fa un attaccante come Harry Kane. La “rinascita” della marcatura a uomo, dunque, produce più dribblatori e i difensori devono essere più concentrati e muoversi maggiormente, come in una sorta di partita a scacchi. Addio, dunque, allo “stile Jürgen Klopp”, che voleva il duplice o triplice marcatore sugli attaccanti; in questo modo, le squadre subivano pochi gol. Ma anche il gioco di Pep Guardiola ormai è “vecchio”, con un possesso palla infinito e l’attesa di trovare uno spazio.
Ora le grandi squadre giocano come le outsider, corrono, intensificano il pressing e propongono soluzioni offensive anche quando la partita sembra già decisa. Il vero vincitore del “nuovo calcio” resta lo spettatore.