Gazzetta: “Milan involuto, Allegri tradito da una difesa distratta e un attacco insufficiente”
Consolidare la zona Champions non è un compito banale: tre sconfitte nelle ultime sei di campionato. Non accadeva dal 2023 che i rossoneri non segnassero per due trasferte consecutive.

AC Milans Portuguese forward #10 Rafael Leao (R) argues with AC Milans Italian head coach Massimiliano Allegri as he leaves the pitch after he was substituted during the Italian Serie A football match between Lazio and AC Milan at The Olympic Stadium in Rome on March 15, 2026. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)
Il Milan ha perso il secondo posto con la sconfitta per 1-0 contro il Napoli. Max Allegri non è riuscito a svoltare il match con i cambi, dove invece Antonio Conte è stato decisivo dall’altra parte.
I rossoneri sono a tre sconfitte nelle ultime sei di campionato e senza gol fuori in casa in due match consecutivi.
Il Milan di Allegri distratto in difesa e non prolifico in attacco
La Gazzetta dello Sport scrive:
Troppo poco Milan, stavolta inconcludente e sul finale di gara anche distratto: il tiro centrale di Fofana a inizio partita è rimasto l’unico tentativo, isolato, verso la porta avversaria. Una produzione offensiva insufficiente, soprattutto se l’idea era quella di provare lo scatto in classifica. Max è rimasto sull’ultimo gradino del podio: ormai chiusa ogni strada che poteva portare allo scudetto (ufficialmente mai aperta), resta da consolidare la zona Champions. Un compito non banale per il Milan involuto: tre sconfitte nelle ultime sei partite di campionato, quando nelle precedenti venticinque gare la squadra aveva perso una volta sola.
Nelle stesse trasferte il Milan è anche rimasto senza gol e qui, per trovare il precedente, si deve indietreggiare ancora: non accadeva da gennaio-febbraio 2023 che i rossoneri restassero senza gol fuori casa in due viaggi di fila. A tradire Max però è stata anche la difesa, attenta per ottanta minuti e troppo fragile in una sola occasione: sbaglia De Winter, Pavlovic e Bartesaghi osservano. Zero sussulti anche dai cambi, Gimenez prima, Pulisic in mezzo e Leao solo a fine partita. Rafa ha lo strappo, segno che la condizione fisica non è così scadente: nella retrocessione del portoghese a ultima scelta d’attacco deve esserci anche altro, magari una determinazione non più feroce come a inizio stagione.











