Malagò: “Guidare la Figc mi affascinerebbe, ma impatterebbe sulla mia vita da imprenditore”
Al podcast Sette Vite: "Perché hanno pensato a me? Credo che mi vengano riconosciute credibilità e affidabilità. Se non ci fosse stato questo livello di compattezza della Serie A, probabilmente avrei già declinato".

Dc Roma 29/01/2025 - Il Presidente della Repubblica incontra la Federazione Italiana Tennis / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’
L’ex presidente del Coni Giovanni Malagò è uno dei nomi papabili per sostituire Gabriele Gravina alla presidenza della Figc. La Serie A lo ha candidato, 19 club su 20 (l’unico club in disaccordo è stato la Lazio), e lui ha deciso di parlare al podcast “Sette vite”.
La sua intervista è stata riportata stamani da Il Giornale.
L’intervista a Malagò
Diciannove club italiani di serie A su venti hanno indicato il suo nome. È fatta?
“Io non mi sono candidato. Non ho fatto alcun passo formale in questo senso. Alcuni rappresentanti della Lega di Serie A mi hanno chiesto un’eventuale disponibilità. Li ho ringraziati per la fiducia, ma ho detto che senza un passaggio formale non sarebbe corretto dare alcuna risposta“.
Se ci sarà un’indicazione ufficiale?
“Allora farò le mie valutazioni. Prima di quel prerequisito non si entra neanche in corsa“.
Che 19 club su 20 abbiano fatto il suo nome è un fatto abbastanza eccezionale, no?
“È oggettivamente impressionante. Parliamo di un mondo storicamente complesso, litigioso, dove per anni è stato difficile trovare anche solo una maggioranza semplice. Vedere 19 società convergere su un soggetto terzo, peraltro esterno alla dinamica federale diretta, è un fatto che merita attenzione. Se non ci fosse stato questo livello di compattezza, probabilmente avrei già declinato“.
Perché hanno pensato a lei?
“Credo che mi vengano riconosciute credibilità e affidabilità. Nei momenti complicati serve qualcuno che sia considerato efficace e capace di tenere la barra dritta“.
Cosa manca al calcio italiano oggi?
“Su questo devo essere molto corretto. Una candidatura, se ci sarà, va accompagnata da un programma condiviso. Qualsiasi cosa dicessi ora rischierebbe di sembrare una dichiarazione programmatica fatta prima dei confronti formali con le componenti“.
Ma le piacerebbe davvero guidare la Figc?
“È una sfida che mi affascina, su questo non ci sono dubbi. Allo stesso tempo sono una persona realista: sarebbe un impegno enorme, che impatterebbe sulla mia vita, sulla mia azienda e sulla mia quotidianità. Io sono un imprenditore e valuto tutto a trecentosessanta gradi“.