Lukaku ha voltato le spalle al Napoli per la seconda volta
Il Corriere della Sera racconta il blitz a Castel Volturno: quello che ha colpito maggiormente è il fatto che Big Rom non abbia incontrato Conte e la squadra

Db Bergamo 22/02/2026 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Romelu Lukaku
“Viene e va, tocca e fugge. Lo ha rifatto”, scrive Monica Scozzafava sul Corriere della Sera a proposito del blitz di Lukaku a Castel Volturno. Il belga si è presentato ieri al centro sportivo del Napoli, un mese dopo l’assenza ingiustificata alla convocazione post-sosta. Un colloquio veloce con il direttore sportivo Manna, poi il van verso Capodichino, il jet privato e il ritorno a Bruxelles. “Gli indizi ormai sono troppi per non rappresentare una prova”, scrive il Corriere. “Di irrequietezza, almeno”.
Il confronto con Manna e la multa
L’entourage di Lukaku racconta un incontro sereno, positivo e costruttivo. E il Corriere non lo mette in dubbio: “Ed effettivamente così è andata. E mica dovevano volare gli stracci? Gli interessi di un divorzio a fine stagione sono evidentemente convergenti». Lukaku ha accettato la multa per l’assenza ingiustificata e ha ottenuto il permesso di restare in Belgio altre due settimane per continuare il percorso riabilitativo. «Tornerà? Sì. Giocherà ancora col Napoli? Poco probabile”, scrive il quotidiano. L’unica certezza, secondo il Corriere, è che Lukaku vuole il Mondiale.
Nessun saluto a Conte né alla squadra
Ma è quello che il Corriere scrive dopo la cronaca del blitz a colpire davvero: “Oltre la forma, inattaccabile, della visita lampo c’è poi una sostanza meno lusinghiera: nessun saluto a Conte (il suo papà sportivo) e alla squadra, che erano lì ad allenarsi a poche decine di metri“. Lukaku è andato a Castel Volturno, ha fatto quello che doveva fare con Manna, e se ne è andato senza passare dal campo, senza una parola ai compagni, senza incrociare Conte. E il Corriere ricorda cosa diceva Lukaku il 28 febbraio: “Al team che mi ha restituito al calcio, con cui ho vinto uno scudetto, non volterò mai le spalle”. Un mese dopo, conclude il quotidiano, “lo ha rifatto”.
Le spalle voltate due volte al Napoli
In effetti è la seconda volta. La prima è stata non presentarsi alla convocazione senza una giustificazione. La seconda è tornare a Castel Volturno trattandolo come l’ufficio di un commercialista: entro, firmo, esco. La squadra con cui hai vinto lo scudetto è lì che si allena e tu non passi nemmeno a dire ciao. L’allenatore che ti ha voluto a tutti i costi, che ti ha difeso pubblicamente quando mezzo mondo ti dava per finito, sta a poche decine di metri e tu non lo cerchi. Il Corriere lo chiama blitz. Noi lo chiamiamo con il nome che ha: voltare le spalle. Di nuovo