In Premier ci sono 13 squadre in lotta per la Champions, un dominio inglese (o è la qualità che si abbassa)
Ci spera persino il perfino il Bournemouth. E se tutti i pianeti si allineassero i posti garantiti alla Premier in Champions sarebbero persino 7

Cm Milano 17/09/2024 - Champions League / Milan-Liverpool / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Arne Slot
Gli inglesi non sono mai contenti, o forse sono solo dei perfezionisti abituati benissimo. In ogni caso mentre il Telegraph segnala che l’anno prossimo – se si allineassero tutti i pianeti – la Premier ritrovarsi a mandare addirittura sette squadre in Champions, The Athletic si pone un problema di controllo della qualità: la corsa Champions League nel campionato inglese assomiglia sempre meno a una selezione d’élite e sempre più a una mischia da metà classifica.
Con il quinto posto che quest’anno vale la qualificazione grazie al ranking Uefa, la soglia d’ingresso si è abbassata e il livello medio della lotta sembra diluito: non una volata da cavalli di razza, ma una rissa confusa in cui tutti inciampano e nessuno scappa davvero.
Il Liverpool, attualmente quinto, viaggia a 1,58 punti a partita, proiezione da appena 60 punti: sarebbe il totale più basso per accedere alla Champions dai tempi del Liverpool 2003-04. Eppure resta in corsa, complice l’andamento altrettanto incerto del Chelsea, che ha raccolto solo quattro punti negli ultimi cinque turni.
Ma l’altra lettura è più intrigante: non tanto il crollo delle big, quanto l’allargamento della competizione. Il Brentford è a tre punti dal quinto posto, l’Everton incollato, e perfino il Bournemouth, tredicesimo, resta a distanza sorprendentemente ridotta. Il divario tra quinta e tredicesima posizione è il più basso di sempre in questa fase della stagione. Tutte le prime sette stanno ottenendo meno punti della media storica per il loro piazzamento, mentre la metà classifica sta rosicchiando terreno.
Il risultato è un campionato più compresso, meno gerarchico. Un tempo il quartetto formato da Chelsea, Manchester United, Liverpool e Arsenal monopolizzava i posti Champions. Oggi l’ordine è fluido e il quinto slot amplifica il caos. In media, tra quarta e quinta ci sono quattro punti; tra decima e undicesima appena due. Con più squadre in corsa, la soglia si abbassa e il sogno europeo si democratizza.
Ma il punto ulteriore è che gli scenari potrebbero diventare ancora più estremi, come detto: fino a sette squadre inglesi nella stessa edizione. Il meccanismo è (più o meno) semplice, spiega il Telegraph: il ranking Uefa assegna due posti aggiuntivi ai campionati con le migliori prestazioni stagionali nelle coppe europee. L’Inghilterra è matematicamente tra i primi due, davanti alla Germania e con la Spagna in corsa. Ogni vittoria vale due punti, ogni pareggio uno; si sommano i risultati di Champions, Europa League e Conference, poi si divide per il numero di squadre partecipanti.
Con questo bonus, la quinta posizione basta. Ma se il Liverpool vincesse la Champions League senza entrare tra le prime quattro, si qualificherebbe di diritto come campione in carica, liberando il posto per la sesta. E se, nello stesso scenario, l’Aston Villa vincesse l’Europa League restando fuori dalle prime quattro, anche loro entrerebbero automaticamente, spingendo l’ultimo slot fino alla settima.
Un domino che trasformerebbe la Premier in una spedizione di massa verso l’Europa: cinque qualificate dal campionato, più le vincitrici delle coppe. In passato nessun paese aveva superato quota cinque; l’Inghilterra rischia di portarci sei o addirittura sette squadre.







