Caruso, capitano Napoli Basket: “Repesa ci ha messi sotto, ora possiamo crescere”
"Il coach ci tiene sul filo". In un'intervista al Corriere dello Sport. "La nuova proprietà vuole portare Napoli in alto in Italia ed in Europa"

Guglielmo Caruso a canestro Foto credit Chiara Silvestri
Sulle pagine del “Corriere dello Sport”, intervistato da Fabrizio Fabbri a margine della sua ottima prestazione contro Treviso, che gli è valsa anche il premio di miglior giocatore italiano della 26esima giornata, Guglielmo Caruso ha speso parole importanti per descrivere l’impatto del nuovo tecnico, Jasmin Repesa, sulla squadra:
“È una persona particolare coach Repesa, lo definirei, visto che siamo a Napoli, un vulcano. Ci ha messi sotto, ci tiene sul filo, sempre concentrati andando a studiare ogni dettaglio. La storia che ha alle spalle parla da sola. Ha vinto, costruito giocatori, fatto felici tifosi di piazze importanti. Con lui possiamo solo crescere, ora e nella prossima stagione”.
Il lungo campano non si è poi tirato indietro nell’analizzare lucidamente le dinamiche di un’annata fino a qui complicata, gettando però uno sguardo ottimista verso le imminenti ambizioni societarie:
“Non è certo andata come ci aspettavamo, questo è chiaro a tutti. Per tanti motivi non siamo mai riusciti a trovare ritmo ed assetto giusto in un campionato equilibrato e dai grandi valori. Abbiamo sprecato delle occasioni facendo errori nei momenti decisivi di alcune gare, cambiato giocatori ed alla fine anche il coach. È stata una stagione complessa che possiamo portare al termine regalando dei sorrisi ai nostri tifosi. La nuova proprietà ha le idee chiare ed è ambiziosa. Vuole portare Napoli in alto in Italia ed in Europa. Non è un caso che ci sia stato qualche approccio con i vertici dell’Eurolega, anche pensando al nuovo Palazzo dello Sport. Insomma, c’è fermento. Noi in campo dobbiamo pensare a dare il massimo per chiudere questo campionato nel migliore dei modi”.
In chiusura dell’intervista Caruso ha raccontato l’orgoglio e l’emozione di raccogliere l’eredità e diventare il nuovo capitano della Guerri:
“È il sogno che avevo da bambino che alla fine si è trasformato in realtà. Calcare i campi della serie A, farlo con i colori che porto da sempre nel cuore ed ora, dopo che Stefano Gentile è andato via, anche con i gradi. Questa è un’ulteriore responsabilità che mi sono caricato con piacere e senso del dovere. Anche nei confronti dei tifosi. Loro ci sono sempre stati vicini. Quando non lo abbiamo meritato si sono fatti sentire, non posso dar loro torto. Ma so quanto amore hanno per la nostra squadra”.