Conte non mi piace e non mi diverte, il suo Napoli mi ha annoiato
DI SERGIO SCIARELLI - Il Napoli è ripartenze lente dal basso, passaggi orizzontali o all’indietro, intasamento dell’area avversaria. Spero che dopo di lui torni il bel gioco

Cm Parma 12/04/2026 - campionato di calcio serie A / Parma-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Conte non mi piace e non mi diverte, il suo Napoli mi ha annoiato
La giornata di ieri ha chiuso il capitolo scudetto in modo definitivo e convincente. Un’Inter straripante ha mortificato un Como dal gioco affascinante ma senza l’esperienza necessaria pe fronteggiare avversari più qualificati e forte di un dinamismo insufficiente a colmare i vuoti di una difesa molto debole incapace di mantenere un risultato acquisito. Comunque, ormai, campionato in soffitta, per il Napoli secondo posto e Champions garantita.
Dovremmo dunque essere soddisfatti per questi obiettivi raggiunti e continuare ad osannare un grande allenatore? Personalmente e sinceramente no, perché, la squadra voluta da Conte, assecondato da una presidenza molto disponibile, è uscita vergognosamente dalla competizione europea (31 posizione su 32 complessive) e, soprattutto, non diverte. Nel ritornare al mio precedente intervento su questo giornale, non posso che ribadire quanto già scritto.
Il Napoli, pur avendo fior di campioni, esprime un gioco noioso e involuto. Mancano la velocità e la prestanza atletica. Di conseguenza, assistiamo a partite come quella ultima con il Parma in cui, oltre a subire al primo minuto un goal balordo, c’è stata una reazione caratterizzata da un solo un tiro in porta decente. Il gioco del calcio è fatto di goal, di ripartenza veloci, di lanci che tagliano il campo, di performance tecniche illuminanti specie in match spigolosi contro avversari che sanno difendersi. Di tutto ciò cosa abbiamo visto, ieri e molte altre volte? Ripartenze lente dal basso, passaggi orizzontali o all’indietro, intasamento dell’area avversaria raggiunta in massa, nessun cross meritevole di elogio e, in particolare, nessun altro tiro nell’area di rigore.
Questo modulo di gioco, micragnoso, conservativo e involuto, potrà assicurare risultati nell’ultimo minuto o nell’ultimo quarto d’ora, ma non produrrà certo quelle emozioni e quegli entusiasmi tipici di partite giocate a livelli superiori.
Resta ora soltanto da guardare al futuro e alla probabile promozione di Conte a commissario tecnico della nazionale. È quindi tempo di dibattere sulle possibili soluzioni alternative e scegliere un sostituto che risponda agli amanti del bel gioco e che sappia valorizzare meglio un patrimonio giocatori tra i più forti di Europa.











