Caro Spinazzola, inutile parlare di fiamma spenta dopo Parma: l’avete lasciata morire voi
Serve un bagno di realtà: che professionisti lautamente pagati ci piangano addosso non ci piace. Sostegno si, balie mai

Napoli 14/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lecce / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Leonardo Spinazzola
“Penso anche personalmente che domenica ci sia stato un contraccolpo. Siamo stati tutto l’anno a spingere e rincorrere, poi contro il Parma quella fiammella si è spenta, però per una squadra come siamo noi non ci possono essere queste partite anche perché in Champions ancora non ci sei”:parole e musica di Leonardo Spinazzola al termine della memorabile prestazione contro la Lazio. Ora, come prendere queste parole? Senza voler fare troppo populismo, ma come ci si pone di fronte a una squadra che ammette candidamente di aver mollato la presa quando, se non facciamo male i conti, non si è ancora qualificata alla prossima Champions League?
L’onestà è da apprezzare, ma fondamentalmente è l’unica piccola lancia che si può spezzare a favore di tali dichiarazioni. Contro il Parma la fiammella si è spenta? E chi l’ha fatta spegnere? Non risulta che al Tardini siano scesi in campo i loro sosia (anche se, viste le prestazioni, il dubbio sorge), eppure l’assenza di mordente era palese.
Un’assenza che, se vogliamo dirla tutta, è stata piuttosto evidente durante il corso dell’anno, soprattutto contro le cosiddette “piccole”. Quindi ora, di cosa stiamo parlando esattamente? Cosa si aspettano gli undici in campo? Il sostegno? Lecito. Le balie? Un po’ meno.
Sì, perché, tolto chi davvero soffre di patologie serie e ha bisogno di tutto l’aiuto e il supporto necessario, l’idea che dei lavoratori lautamente e regolarmente stipendiati ci vengano a piangere addosso per non aver fatto bene il proprio lavoro… ecco, dà un po’ fastidio.
Se la persona X fa male il proprio lavoro, non riceverà pacche d’affetto dal proprio capo o da chiunque debba rendere conto. Nel mondo reale, la demoralizzazione incontra dei limiti precisi: è lecita una reazione umana, un po’ meno quando te la sei causata da solo.
Se mi metto un bastone tra i raggi della bici e cado, non posso poi lamentarmi delle ferite.
Napoli, serve un bagno di realtà
Più che quello di umiltà, serve quello di realtà: gli azzurri sono stati responsabili, insieme a Conte, di quanto visto. Non servono le pacche sulle spalle di nessuno, né questa inutile piaggeria.
Prendetevi le vostre responsabilità da uomini adulti e professionisti quali siete. Il sostegno non mancherà, ma per favore, non piangetevi e piangeteci addosso.