Cafu: “Gasp e Ranieri dovevano dare sicurezza ai calciatori e invece guarda che roba…”
Alla Gazzetta: "Troppi stranieri in Serie A? Non è un problema. Anche ai miei tempi c’erano tanti stranieri e l’Italia ai Mondiali vinceva. È una questione di struttura”.

Dc Roma 22/02/2026 - campionato di calcio serie A / Roma-Cremonese / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Claudio Ranieri
Marcos Cafu, il “Pendolino”, leggendario terzino destro di Roma e Milan, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, toccando diversi temi: dalla lite Ranieri-Gasp al futuro del calcio italiano, fino al mitico Ancelotti che si gode la bellezza del Brasile.
Le parole di Cafu
Il brasiliano interviene a gamba tesa sulla querelle Gasp-Ranieri, dicendosi stupito del loro atteggiamento in quanto uomini fatti e finiti:
“Caspita… Il calcio nel rettangolo di gioco segnato dalle quattro linee è così bello… Le polemiche non mi piacciono, a me piaceva giocare e ora piace il gioco, l’azione, la partita, il rispetto per gli avversari e il divertimento in campo. E poi dai, sono due uomini fatti, hanno esperienza, non sono due ragazzini, caspitarola. Erano lì per trasmettere tranquillità ai calciatori e invece guarda che roba… Spero si possa girar pagina il prima possibile.”
Sui problemi e le pene del calcio italiano non dà troppe responsabilità alla Serie A, vista ancora come competitiva: piuttosto parla di una pressione molto differente, quella di una Nazione, che potrebbe aver gravato sugli azzurri.
Commenta così la questione troppi stranieri:
“Io non penso sia il problema. Se la causa fosse quella l’Inghilterra non dovrebbe qualificarsi mai vista la quantità di stranieri in Premier League. Anche ai miei tempi c’erano tanti stranieri e l’Italia ai Mondiali vinceva. È un problema di struttura”.
Infine, poteva mancare un passaggio su Carletto Ancelotti? Imbeccato sulla possibilità di vederlo sulla panchina dell’Italia, il Pendolino ride:
“No no, macché. Carlo sta bene dove sta. Rio, spiaggia, Carnevale… Mister non te ne andare, stai con noi! Scherzi a parte, la decisione è sua, con una certezza: dovunque andrà saranno tutti felici perché è un grande professionista, lavora, è competente”.