Simeone perde un’altra finale: l’Atletico Madrid e la maledizione che non finisce mai

La Copa del Rey sfuma ai rigori contro la Real Sociedad. Ora resta solo la Champions, il trofeo che il Cholo insegue da una vita

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2023 archivio Image Sport / Calcio / Atletico Madrid / Diego Simeone / foto Imago/Image Sport ONLY ITALY

L’Atletico Madrid sognava Copa del Rey e Champions League. Ecco, sognava: il risveglio è durissimo. La coppa più abbordabile è sfumata ieri ai rigori contro la Real Sociedad con Álvarez e Sorloth che hanno sbagliato dal dischetto. Per Simeone è l’ennesima finale persa — e a questo punto la parola “maledizione” non è più un’esagerazione.

Marca non usa giri di parole: parla di “colpo durissimo, diretto al mento.” L’Atletico non vince la Copa del Rey dal 2013, tredici anni fa, quando la alzò al Bernabéu. Di quella squadra restano solo Simeone e Koke, sopravvissuti a tutto tranne che alla fine di questa ossessione.

La maledizione delle finali fuori casa

C’è un dato che racconta tutto: l’Atletico ha giocato sette finali fuori Madrid e ne ha vinta una sola, trent’anni fa a Saragozza. In casa propria Simeone vince. Fuori, perde. È un pattern che chi ha seguito il Napoli conosce bene — le finali lontano da casa hanno un peso diverso, e certi club sembrano portarselo dietro come un bagaglio che non riescono a mollare.

Scrive il quotidiano spagnolo:

“Colpo durissimo. Diretto al mento, dove fa più male. Perché dopo questa finale di Coppa si affaccia la Champions. Perché si contava di superare la Real Sociedad e porre fine a 13 anni di astinenza dalla Coppa del Re, da quella finale del 2013 al Bernabéu in cui restano ancora Simeone e Koke. Perché si immaginava che la squadra capace di eliminare due volte il potente Barça di Flick potesse fare lo stesso con un club con un terzo del budget.”

Curiosamente, l’Atletico sembra incapace di vincere una finale al di fuori della capitale spagnola. Ne sono state disputate 7 e i Colchoneros ne hanno vinta solo 1. 30 anni fa, contro il Barcellona alla Romareda di Saragozza.

Ora resta solo la Champions

Il paradosso è che a Simeone rimane il trofeo più difficile: le semifinali di Champions contro l’Arsenal, e in fondo il miraggio di Budapest contro PSG o Bayern. Sarebbe la storia di un uomo che perde la coppa piccola e vince quella grande — il tipo di sceneggiatura che nel calcio succede solo quando nessuno ci crede più.

Ma Simeone è fatto così: perde le finali che dovrebbe vincere e poi si rialza per quelle impossibili. È il suo destino da quando allena. A Napoli lo ricordano ancora — non per i risultati, ma per quel modo di stare in panchina come se ogni partita fosse l’ultima. Ieri sera a La Cartuja sembrava esattamente lo stesso uomo di allora. Solo con qualche finale persa in più.

Conclude Marca:

Ma la stagione non è affatto finita. C’è il premio più grande: le semifinali di Champions League contro l’Arsenal. Gli inglesi sono l’ultimo ostacolo prima di poter tornare in una finale che la squadra di Simeone non disputa da 10 anni. Sullo sfondo, il sogno di chiudere l’anno a Budapest contro Psg o Bayern… e magari cancellare questa Coppa finita in un colpo durissimo e inatteso.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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