Mbappé il lusso che non sta bene con niente. Chiedete a Psg e Real Madrid
Senza di lui, il Psg è diventato una squadra (come diceva Luis Enrique) e ha vinto. Con lui, a Madrid è avvenuto il percorso contrario. La squadra non c'è più e nemmeno i trofei

Mg Bergamo 10/12/2024 - Champions League / Atalanta-Real Madrid / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Kylian Mbappe-Vinicius Junior
Potrà colpire ma è un dato di fatto. Mbappé è arrivato a Madrid nell’estate successiva alla conquista di Champions e Liga (vinte anche due anni prima) e da allora i Blancos non hanno vinto né una Champions né una Liga né un altro trofeo spagnolo. Lo scorso anno sul banco degli imputati finì Carlo Ancelotti. Quest’anno, Florentino è corso ai ripari, ha ingaggiato un allenatore contemporaneo come Xabi Alonso. Ma i risultati non sono cambiati, Non solo, Xabi Alonso è stato persino esonerato e al suo posto è arrivato Arbeloa. Tre allenatori, stesso risultato: zero tituli. Anche se Ancelotti due titoli li vinse: la Supercoppa europea e l’Intercontinentale. Non solo. Ma senza Mbappé, il Psg non solo ha vinto la sua prima Champions (ed è piamente in corsa per alzare la seconda di fila) ma è diventato una squadra. Ricordiamo tutti quel video che ritrae il tecnico asturiano intento a spiegare a Mbappé cosa significhi essere davvero un leader in campo come lo era Michael Jordan.
Questa sarà la prima stagione da cinque anni a questa parte in cui le Merengues finiranno con il fatidico “0 tituli” e l’aria è piuttosto frizzantina nella capitale spagnola. 84 gol in due anni e sole 98 presenze hanno fruttato solo una Supercoppa Uefa e una Coppa Intercontinentale nel 2024 e, diciamo, nel caso del Real Madrid non è che sia poco: è proprio zero. Conoscendo i tifosi blancos, ad oggi l’arrivo di Mbappé verrebbe vissuto con meno entusiasmo.
Esiste un caso Mbappè? Non lo sappiamo, però osserviamo le evoluzioni e le involuzioni di Psg e Real Madrid. Al Real Madrid oggi i galli nel pollaio sono troppi e la storia lo insegna: i progetti galattici pieni di sole superstar sono destinati a fallire. Il Psg di Messi, Mbappé, Donnarumma, Ramos e Neymar se lo ricorda qualcuno? E il Psg di Kvara, Vitinha e Dembélé? Beh, è entrato nella storia. Una squadra di talento ma soprattutto vera e non artificiale, dove l’ego di qualcuno non intacca la personalità degli altri.
Ecco, con l’arrivo di Mbappé, che a questo punto sembra più un capriccio di Florentino (storicamente ne ha presi tanti: ricordate il “Si yo soy presidente del Real Madrid, Luis Figo será jugador del Real Madrid.”? Ecco), il Real ha perso gli equilibri che Ancelotti era riuscito faticosamente a costruire e con i quali aveva vinto due campionati spagnoli e due Champions League (2021-22 e 2023-24). Prima stagione di Kylian al Real? 2024-25. Non è un caso.
Ovviamente, aver perso calciatori del calibro di Kroos e Modrić ha scombussolato ulteriormente la squadra (così come aver perso Carvajal per infortunio), ma si è semplicemente andata ad aggravare la parte oscura di ciò che Mbappé ha portato con sé, scatenando le palesi, e ora più celate, gelosie di Vinícius (un altro “simpaticone”) e rompendo gli equilibri, costringendo la squadra a ruotare intorno a lui. Lo stesso Bellingham è un caso evidente. È stato proprio Jude a doversi sacrificare per favorire l’inserimento del francese. Nel primo anno in maglia blanca era libero di spaziare dietro le punte, aveva licenza di fare più o meno quello che voleva e si è visto: 23 gol in 42 partite. Con l’arrivo di Mbappé ha dovuto arretrare il suo raggio d’azione. Lui ne era consapevole: lo disse a fine novembre 2024 — “cambierà il mio stile di gioco, ma sono intenzionato a farlo”.
Carletto, che parafrasando i The Who “could see for miles”, può vedere lontano miglia, l’aveva detto, ricordate?
El Pais nella sua analisi lo cita:
Carlo Ancelotti aveva già avvertito un anno e mezzo fa che il calcio non è così semplice come mettere insieme nomi importanti. “[Nel 2023-24] abbiamo vinto Liga e Champions, e quell’estate arriva il miglior giocatore del mondo [Kylian Mbappé]. Tutti pensano che sarà una passeggiata. Uno più uno fa due. Ma uno più uno non fa sempre due nel calcio”.
L’allenatore italiano lanciò questo avvertimento nel dicembre 2024, quasi di sfuggita, durante un breve momento di tranquillità in una stagione che stava già mostrando tutte le fragilità di una squadra che ora, 16 mesi dopo e al di là dei lamenti arbitrali di Monaco, affronta un futuro molto delicato e incerto, a un passo dal chiudere la seconda stagione consecutiva senza titoli importanti. Le due di Mbappé.