Allegri: “I secondi i primi degli sconfitti? Conte sta facendo un ottimo lavoro anche quest’anno”
"Non commento le sue parole. "Il secondo, terzo o quarto posto non finiscono nell’albo d’oro: solo chi vince ci va. Però per i club è fondamentale arrivare tra le prime quattro".

Milan's Italian coach Massimiliano Allegri (L) and Napoli's Italian Head coach Antonio Conte pose for photographers ahead of the Italian Serie A football match SSC Napoli vs AC Milan at the Diego Armando Maradona Stadium on April 6 2026. CARLO HERMANN / AFP
Intervenuto in conferenza stampa, Max Allegri ha così presentato il match contro la Juventus. Non è mancato un passaggio su Antonio Conte.
Allegri su Milan-Juventus e la corsa alle prime quattro
Negli ultimi anni le sfide tra Milan e Juventus sono state molto equilibrate…
“Il calcio è imprevedibile. Può succedere che arrivi subito un gol e la partita si apra da sola. È sempre Milan-Juventus, una delle gare più importanti del campionato, in un momento in cui entrambe ci giochiamo un posto tra le prime quattro. L’arrivo di Spalletti ha dato qualcosa in più e stanno disputando un ottimo campionato.”
Domani è l’ultima partita decisiva? Il Milan ha dato tutto rispetto alle proprie qualità?
“Non è una gara decisiva, per la matematica servono ancora punti, lo vedremo strada facendo. È una partita affascinante, da vincere. Però quella più importante di questo finale è stata quella di domenica scorsa a Verona. Per quanto riguarda Gabbia, al Milan bisogna puntare sempre al massimo, con grande ambizione. Dobbiamo migliorare ogni giorno, e l’anno prossimo partiremo da una buona base. Con la società c’è dialogo continuo e scambio di idee, abbiamo fondamenta solide. La rosa è composta da ottimi giocatori, sia tecnicamente che moralmente, ed è da lì che dobbiamo ripartire.”
Allegri su Conte e la frase sui secondi posti
Conte dice che i secondi sono i primi degli sconfitti...
“Non commento le parole di Antonio, sta facendo un grande lavoro anche quest’anno. Vincere è qualcosa di straordinario. Oggi per una società italiana è fondamentale arrivare tra le prime quattro, sia a livello sportivo che economico. Poi vedremo a fine stagione se saremo secondi, terzi o quarti… speriamo non quinti. Finché non c’è certezza matematica bisogna restare con i piedi per terra. Ci sono ancora Juventus, Sassuolo, Atalanta, Genoa e Cagliari: i punti vanno conquistati sul campo. Domani c’è la Juve, bisogna procedere passo dopo passo.”
Cosa manca al Milan per vincere lo scudetto il prossimo anno?
“Parlare ora di mercato non ha senso. In questo momento siamo concentrati sul finale di stagione e sugli obiettivi. Quando li avremo raggiunti saremo più lucidi per fare valutazioni. Ora il confronto può essere meno chiaro perché si è immersi nella stagione.”
Che Juventus ti aspetti? Ti preoccupano gli attaccanti poco prolifici?
“La Juventus sta facendo molto bene in termini di gioco e solidità, credo non subisca gol da tre partite. Speriamo domani ne prenda. Ora non bisogna pensare ai singoli reparti, ma solo al risultato finale.”
Va bene entrare tra le prime quattro, ma non vi piacerebbe arrivare secondi?
“Dobbiamo restare concentrati su un solo obiettivo: entrare tra le prime quattro. Poi daremo il massimo per arrivare secondi, ma se non ci riusciremo significherà che altri saranno stati più bravi. Non bisogna focalizzarsi su un singolo traguardo, ma sul risultato finale.”
Che Milan vedremo domani? Una squadra da grandi occasioni contro le big?
“La squadra non si è mai spenta. Abbiamo fatto 24 partite senza sconfitte, poi nel ritorno ne abbiamo perse 4, e questo cambia la percezione. Ma contano i punti totali: siamo a 66. Certo, perdere 4 gare su 14 richiede riflessioni. A volte prima pareggiavi partite che ora perdi. In classifica siamo tre punti sopra la Juventus e tre sotto il Napoli, ma vedremo cosa succederà domani.”
Di cosa discutete con la dirigenza? Si costruisce già il futuro?
“Quando ci incontriamo analizziamo la stagione, le situazioni vissute e le prospettive per il prossimo anno. Parlare di mercato ora sarebbe poco rispettoso. La società lavora in autonomia. Abbiamo una rosa di ragazzi straordinari che ha riportato il Milan in una posizione importante, con la possibilità di tornare in Champions. Molte cose che si leggono non sono vere: la squadra è competitiva, lo dimostrano i risultati.”
Al Milan servono altri campioni come Rabiot e Modric?
“I giocatori non sono oggetti che si comprano e basta. Ci sono elementi di esperienza a cui la maglia del Milan non pesa. Poi ci sono situazioni come Jashari: grande investimento, ha avuto un infortunio e meno spazio, ma resta un talento. Lo stesso vale per De Winter e Athekame, che sono cresciuti molto. La società ha creato un mix tra esperienza e giovani. Ovviamente si può sempre migliorare.”
Su Yildiz:
“Ha grandi qualità. La Juventus ha lavorato bene nel settore giovanile e con la seconda squadra, portando in prima squadra talenti validi. È il frutto del lavoro fatto alla base. Yildiz può ancora crescere molto.”
Le aspettative al Milan sono simili a quelle della Juventus o dell’Inter?
“Le aspettative di società, tifosi e nostre sono sempre quelle di vincere. In un club con storia e successi l’obiettivo è quello. Poi vince solo una squadra. Ci sono cicli: l’Inter lavora da anni ad alto livello, il Milan ha vinto lo scudetto quattro anni fa. Ora però è fondamentale chiudere tra le prime quattro.”
In cosa è migliorato Pavlovic?
“È cresciuto molto quest’anno, ha grande voglia di migliorare. Oggi è uno dei difensori più interessanti in Europa.”
Allegri su Leao, Pulisic e il mercato del Milan
È l’ultima occasione per Leao domani?
“Rafa si è sempre messo a disposizione. A novembre ha avuto un problema fisico importante, ma ha fatto di tutto per esserci. Non si può giudicare un giocatore per una sola stagione. I valori restano, e Rafa è un grande giocatore.”
Cosa è cambiato dopo Verona? Vi siete chiariti?
“Durante una stagione ci sono momenti difficili, e noi li abbiamo vissuti con alcune sconfitte, soprattutto quella contro l’Udinese. Ma non significava buttare tutto. Serve equilibrio: i ragazzi sono stati bravi, e vincere a Verona in quel momento non era semplice.”
Come spieghi il momento negativo di Pulisic?
“La condizione fisica generale è migliorata. Gimenez, dopo sei mesi fermo, non può essere al top subito. Pulisic nelle ultime gare è cresciuto. Il calcio cambia tutto in un attimo, nel bene e nel male. Dobbiamo fare una grande partita contro una squadra forte come la Juventus.”
Quanto contano i tifosi e il sold out di San Siro?
“I tifosi meritano solo ringraziamenti: hanno sempre riempito lo stadio. Se arriveremo in Champions sarà anche merito loro. Apprezzo molto le parole dei ragazzi: questa squadra ha grande impegno e darà sempre tutto in campo.”
Qual è il tuo desiderio più grande da qui a fine stagione?
“Arrivare tra le prime quattro.”
Il Milan è una squadra storica: cosa dire ai tifosi che provano delusione?
“Il secondo, terzo o quarto posto non finiscono nell’albo d’oro: solo chi vince ci va. Sono arrivato quest’anno e con la società stiamo costruendo qualcosa di buono. L’obiettivo è creare una base solida per puntare a vincere. A fine stagione bisogna analizzare gli errori senza essere troppo negativi, per non cancellare anche le cose positive. Non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo principale, quindi dobbiamo continuare a fare risultati.”