Guardiola al City è insostituibile: il suo addio sarà traumatico come quello di Ferguson allo United

Pep così come Sir Alex lasciano una cultura d’élite dentro e fuori dal campo. Lo United l'ha dissipata e, per ora, non più riacquistata. Il City farà lo stesso?

Guardiola, Haaland

Db Manchester 18/09/2025 - Champions League / Manchester City-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Erling Haaland-Josep Guardiola

Come si va avanti dopo una storia d’amore del genere? Dieci anni di successi, trofei e, sì, anche cadute: momenti in cui ci si è imparati a conoscere nei pregi e nei difetti, affrontando burrasche e tempi più miti sempre a braccetto. Questo potrebbe essere l’ultimo anno di Guardiola al Manchester City e, da quelle parti, sanno già che sarà un addio traumatico, come quello di Ferguson allo United. Ne parla il Guardian.

Il Guardian ricorda l’ingaggio di David Moyes subito dopo la fine dell’era targata Sir Alex: sapete quanto durò? Appena 34 partite, nonostante fosse in essere un contratto di sei anni. Da allora il club ha cambiato allenatori come si cambiano i vestiti; l’ultimo è stato Carrick. A quel punto è palese che il problema abbia radici ben più profonde e gravi, a differenza del City, che invece può contare su un’organizzazione efficiente.

Un lascito profondo

Vittorie? Belle. Trofei? Ancor di più. Ma cosa lascia davvero un allenatore di questo calibro? Una cultura vincente.

“Chiunque prenderà il suo posto erediterà quindi una cultura d’élite, dentro e fuori dal campo, e una rosa ricostruita da Guardiola dopo il punto più basso della scorsa stagione Al di là di tutti i trofei e dei record, questo potrebbe essere il lascito più grande dei dieci anni scintillanti di Guardiola a Manchester Est.”

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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