Tennis, Lucrezia Stefanini minacciata di morte dagli scommettitori: “Mi hanno inviato la foto di una pistola”

La numero 138 al mondo è stata eliminata nelle qualificazioni di Indian Wells. "Sul mio numero ho ricevuto minacce nel caso non avessi perso la gara. Sono stati tutti molto disponibili e hanno aumentato la sicurezza nei miei confronti".

stefanini

Screenshot da YouTube

La tennista italiana Lucrezia Stefanini ha ricevuto minacce di morte dagli scommettitori prima che affrontasse le qualificazioni di Indian Wells, dove ha perso.

Il Messaggero scrive:

Insulti e minacce di morte da parte degli scommettitori ai tennisti italiani, parte terza. Dopo Mattia Bellucci e Francesco Maestrelli, questa volta il bersaglio è stato Lucrezia Stefanini. La 27enne azzurra di Billie Jean King Cup, attuale numero 138 Wta, eliminata nelle qualificazioni di Indian Wells da Victoria Jimenez Kasintseva. A raccontare l’accaduto è stata proprio Stefanini con un video sui social: “Voglio denunciare quello che mi è accaduto prima della partita. Sul mio numero ho ricevuto minacce di morte nel caso non avessi perso la gara. Mi hanno inviato la foto di una pistola, hanno scritto anche i nomi dei miei genitori, il posto dove sono nata. Una cosa molto grave. Sono stati tutti molto disponibili e hanno aumentato la sicurezza nei miei confronti. Non posso pensare che lo sport, e il tennis, possano essere rovinati da persone così e che io sia dovuta scendere in campo sentendomi insicura. Per questo ho dato tutto per giocare la mia partita fino in fondo e continuerò a fare così”.

Il presidente della Federazione tennis e padel Binaghi ha aggiunto in merito:

Le minacce subite da Lucrezia Stefanini sono un fatto gravissimo e intollerabile. L’invio di immagini di armi, la conoscenza di dati personali e le intimidazioni rivolte a un’atleta rappresentano un salto di qualità inquietante che nulla ha a che fare con lo sport. Chi pensa di poter condizionare una partita attraverso la paura, o di colpire una giocatrice per interessi legati alle scommesse, deve sapere che si muove su un terreno criminale. Si tratta di comportamenti che meritano un’immediata risposta giudiziaria. Chiediamo l’identificazione e la punizione dei responsabili e pretendiamo che il sistema internazionale rafforzi in modo drastico i meccanismi di tutela degli atleti. Lo sport non si tocca. E chi lo minaccia deve pagarne le conseguenze“.

Correlate