Paralimpiadi invernali, il presidente De Sanctis: “Gli atleti paralimpici non sono eroi, non c’è differenza con altri”

A Il Giornale: "Sono sempre stato per la parità. Per me esiste l’atleta, non la persona disabile. Le discipline su cui puntare per la medaglia sono snowboard, sci alpino e sci nordico".

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The illuminated Olympic rings are seen on the roof the Olympic stadium with mountain peaks behind it in Cortina d'Ampezzo, northern Italy prior to the Milano Cortina 2026 Olympic Games, on February 2, 2026. (Photo by Odd ANDERSEN / AFP)

Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Paralimpico Italiano, ha rilasciato un’intervista a Il Giornale in vista delle prossime Paralimpiadi invernali (6-15 marzo).

Quanto è preoccupato dai boicottaggi nella cerimonia d’apertura e cosa potrebbe succedere in un incrocio in gara o sul podio tra atleti ucraini e bielorussi?

Una cosa del genere è gravissima. Io vorrei che la manifestazione non entrasse in dinamiche che, per quanto importanti, non hanno nulla a che vedere con lo sport. È una situazione che mi preoccupa moltissimo e dalla quale vorrei restare fuori il più possibile. L’Italia deve restarne fuori, i Giochi devono restarne fuori e anche i Paesi partecipanti dovrebbero rimanere estranei a queste dinamiche. Anche perché dovrebbe prevalere la cosiddetta “tregua olimpica”, almeno in teoria. Ma, evidentemente, non siamo davvero in tregua, e questo mi fa sorridere amaramente quando si assumono certe posizioni. Ho parlato con alcuni Comitati e ho espresso la posizione di neutralità partecipativa. Partecipazione sì, ma in forma neutrale per Russia e Bielorussia“.

Tiene banco anche la narrazione degli atleti paralimpici “eroi”. Le piace questa definizione?

Non mi piace affatto. Sono sempre stato per la parità. Per me esiste l’atleta, non la persona disabile. Non vedo differenze. La disabilità, prima o poi, può riguardare chiunque, a qualsiasi età. Fa parte dell’essere umano“.

L’Italia presenta 42 atleti. Quale sarà l’obiettivo?

Eguagliare le sette medaglie di Pechino. Diciamo che tra le sette e le dieci sarebbe un ottimo risultato e ci poniamo questo obiettivo. Le discipline su cui puntare sono snowboard, sci alpino e sci nordico“.

Quale impatto mediatico si aspetta?

Mi auguro soprattutto che ci sia una comunicazione continua e costante sul nostro mondo, che deve procedere di pari passo con quello olimpico. Non stiamo parlando di qualcosa di diverso: stiamo parlando di sport, di uomini e donne che fanno sport. Lo sport è uno solo. Purtroppo stiamo vivendo questa situazione“.

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