Gasperini: “Infortuni? Abbiamo gestito situazioni particolari, ma da parte nostra sarebbe presuntuoso parlare di medicina”
In conferenza stampa: "Tutte le squadre hanno avuto infortuni: i nostri sono stati particolari. Il calo nel finale con la Juve? Ho rivisto la partita: anche dopo il 3-2, hanno tirato pochissimo"

Dc Roma 10/01/2026 - campionato di calcio serie A / Roma-Sassuolo / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gianpiero Gasperini
Intervenuto in conferenza stampa, Gian Piero Gasperini ha così presentato il match contro il Genoa (domani alle 18:00).
Le parole di Gasperini
Partiamo dalle numerose assenze: sei giocatori indisponibili. Con quattro attaccanti fuori, oltre a Malen sarà necessario avanzare un centrocampista oppure Zaragoza può partire titolare?
Il totale sembra sempre alto se continuiamo a includere Dovbyk e Ferguson. Dovbyk, dopo l’operazione, rientrerà verso la fine di aprile, quindi non possiamo più considerarlo tra gli assenti, lo stesso vale per Ferguson: con ogni probabilità la sua stagione è già terminata perché dovrà operarsi alla caviglia e non riuscirà a tornare neppure nel finale. Perciò questi nomi vanno tolti dal conteggio. In questo momento mancano Dybala e Soulé, ma abbiamo Malen, Vaz, Venturino; abbiamo recuperato El Shaarawy e possiamo alternarli insieme a Pellegrini e Zaragoza. I numeri per giocare come abbiamo fatto finora li abbiamo, anche perché a parte Soulé gli altri sono stati disponibili davvero poco.
Considerando le scelte che non hanno funzionato per Dybala e Ferguson, pensa che ci sia qualche problema nella comunicazione o nel rapporto con lo staff medico?
Da parte nostra sarebbe presuntuoso entrare nel merito della medicina: è un argomento su cui non possiamo competere con chi è professionista da tempo È vero però che quest’anno si sono trovati a gestire situazioni piuttosto particolari. Ferguson era arrivato dopo un intervento e aveva avuto molte difficoltà iniziali a recuperare, anche con le poche partite disputate la scorsa stagione; poi ha avuto un buon periodo a dicembre prima della ricaduta. Ci sono stati anche i casi Angelino e Bailey, poi Dovbyk e ora Dybala. Non sono infortuni muscolari classici, ma situazioni più rare nel calcio. È chiaro che pesa, ma arrivati a questo punto possiamo solo proseguire con fiducia e con le migliori intenzioni.
C’è stata la famosa cena con Totti. Lei ha parlato di un ruolo che lo vedrebbe bene a ricoprire, mentre finora si è sempre ipotizzato per lui un incarico da ambasciatore: avete davvero discusso di una posizione tecnica?
Io non sono nella posizione per decidere queste cose. Quando sono arrivato a Roma erano già otto o nove mesi che lavoravo qui e non avevo ancora incontrato Totti. Non è stato un tema che ho sollevato io: da più di un mese in conferenza mi fate domande su di lui. Si parlava di questa cena e allora ho detto: “facciamola, questa cena!”. Ma senza voler mettere in difficoltà nessuno. È stata una serata normalissima: immaginate di cosa abbiamo parlato… di calcio. È ciò che sappiamo fare meglio. Devo dire che mi piace molto il suo modo di analizzarlo: come tutti i grandi campioni ha una prospettiva alta e molto diretta quando si parla di giocatori, e per me che sono curioso di confrontarmi con chi ha qualità particolari è stato davvero interessante.
Per la prima volta dal suo arrivo Malen affronterà tre partite nella stessa settimana. Ha già pensato a una gestione specifica per lui? E a che punto è il percorso di crescita di Vaz?
È difficile fare previsioni sulle partite. Stiamo entrando in una fase con impegni ravvicinati e molto importanti. Il campionato conta tanto, ma ora ci giochiamo anche la possibilità di andare avanti in Europa League, che è una competizione di grande valore. Le prossime gare saranno decisive e si inseriscono in un campionato che diventa sempre più determinante giornata dopo giornata. Fare calcoli ora serve a poco: poi ti trovi nel mezzo delle partite e devi adattarti. Abbiamo anche alcuni diffidati e speriamo di non avere nuovi infortuni. Bisogna valutare di volta in volta chi recupera e chi può dare una mano magari con spezzoni. Alcuni rientrano bene, altri hanno bisogno di più tempo. Serve sfruttare tutta la rosa: Vaz è l’alternativa a Malen, ne abbiamo già parlato. Con partite così ravvicinate avremo bisogno anche di lui, di Arena e di tutti i ragazzi. Come, dove e quando li vedremo lo decideranno le circostanze.
Con tanti infortuni e con il rientro di giocatori importanti nelle altre squadre – come Vlahovic nella Juve o De Bruyne e Anguissa nel Napoli – pensa che la Roma, nonostante il vantaggio in classifica, possa essere leggermente indietro nella corsa Champions? E quando tornerà Angelino?
Non è semplice dirlo. Anche la situazione di Angelino è difficile da prevedere: sta sicuramente meglio e in allenamento sta recuperando sempre più ritmo, ma sulle prestazioni in partita bisogna vedere. Ha avuto un periodo di totale stop, quindi serve tempo. Per il resto siamo lì. Tutte le squadre hanno avuto problemi di infortuni: i nostri sono stati particolari perché ho avuto 14-15 giocatori quasi sempre disponibili e con pochissimi stop, soprattutto muscolari, che sono stati brevi. Però alcuni calciatori sono rimasti fuori per mesi, come Bailey o Dovbyk: così, nelle statistiche sulle gare saltate, il numero sembra uguale ma concentrato su pochi nomi. Io continuo a guardare avanti e penso alla partita di Genova. Poi ci saranno Bologna, Como, ancora Bologna, Lecce e infine la sosta. Non sono due settimane decisive: lo ripeto sempre, le decisioni arrivano a maggio. L’obiettivo ora è restare dentro la corsa adesso, ad aprile e poi a maggio.
Dopo la rimonta subita contro la Juve lei ha insistito molto sull’importanza di non abbattersi. La squadra ha reagito oppure c’è stato un contraccolpo mentale? Avete analizzato la tendenza recente a subire rimonte?
A parte le partite con Napoli e Juventus non mi sembra sia successo spesso. Dipende sempre da come si osservano le cose: all’andata contro Napoli e Juve avevamo perso, mentre adesso abbiamo portato a casa due punti e forse potevano essere di più. È chiaro che quando prendi gol a due minuti dalla fine fa più male rispetto a quando succede, come col Napoli, a dieci minuti dal termine. Poi si può continuare a parlare di quell’episodio oppure guardare al fatto che siamo arrivati sul 3-1 e alle prestazioni di grande livello fatte. Dipende sempre da quale prospettiva si vuole adottare.
Sapere che sta per iniziare un periodo con tante partite ravvicinate può influenzare l’approccio alla gara di Genova o la gestione della squadra?
Per me è difficile ragionare così. Domani si gioca a Genova: conosco bene quello stadio e so che sarà pieno. È una squadra che in casa rende molto, sostenuta dal suo pubblico. Non dobbiamo farci distrarre da altri pensieri, dobbiamo concentrarci sulla nostra prestazione. Loro hanno 27 punti, noi 51: significa probabilmente che abbiamo fatto bene finora, ma è anche vero che se arrivi a certe partite con troppi pensieri rischi di complicarti la vita. Dobbiamo arrivare pronti, consapevoli che sarà una gara dura come tutte in questo campionato. Guarderemo il loro undici, il nostro, e cercheremo la soluzione migliore. È una trasferta che vale tre punti, come tutte.
Guardando il girone di ritorno, contro le stesse squadre dell’andata la Roma ha conquistato sei punti in più, segnando in media 1,87 gol contro l’1,16 ma subendone anche di più. È una conseguenza del cambiamento nel gioco? E come sta Hermoso?
Grazie, vuol dire che qualcosa di positivo c’è! È bello sentirlo. Dobbiamo anche aggrapparci agli aspetti buoni. Sicuramente Malen incide molto, e in modo positivo, ma non significa che prima di lui le cose andassero male. Con lui abbiamo però maggior potenziale offensivo, questo è un altro modo di vedere il bicchiere mezzo pieno. Hermoso non sarà disponibile, vedremo per la prossima settimana.
Si è dato una spiegazione per il calo nel finale contro la Juventus? Cosa è mancato alla squadra?
Ho rivisto la partita: anche dopo il 3-2 loro hanno tirato pochissimo, mentre noi abbiamo avuto altre occasioni. Poi è arrivata quella punizione a due minuti dalla fine, buttata dentro l’area, una situazione che si vede spesso in questo campionato. Se si vuole giudicare tutta la partita da quell’episodio allora va bene, ma io non riesco a ragionare così. Lo accetto, ma non riesco a ridurre tutto a quella punizione, al fallo se si poteva evitare o meno. Durante la partita ci sono stati tanti altri falli, fatti e subiti. C’era un avversario, c’è stata una prestazione: fermarsi solo su quell’episodio non è il mio modo di valutare.
Come sopperirete all’assenza di Wesley? E che giudizio dà del lavoro di De Rossi?
Daniele sta facendo bene. La sua squadra gioca un buon calcio e riesce a convincere il proprio pubblico: quando la gente esce dallo stadio soddisfatta è sempre un segnale importante. Hanno obiettivi diversi dai nostri ma stanno costruendo il loro percorso, che è ancora tutto da definire. Il lavoro che sta facendo è sicuramente molto positivo. Wesley è squalificato, può succedere: abbiamo un paio di alternative e vedremo quale scegliere.
La prova di Rensch contro la Juve l’ha convinta? La scelta per quella posizione cambia se Norton-Cuffy dovesse mancare nel Genoa?
Le opzioni sono quelle. Rensch ha fatto bene: arrivava da un periodo con poco spazio e da un infortunio, un ematoma importante che nelle ultime settimane non gli aveva permesso di allenarsi al meglio. Nel finale ha accusato qualche crampo, ma è normale quando non giochi da un po’. In passato aveva già disputato buone prestazioni. Può giocare lui, oppure Tsimikas, Celik o Ghilardi. Le soluzioni sono queste.
Contro la Juve la Roma è stata quasi perfetta per almeno settanta minuti. Cristante però è sembrato un po’ in calo: domani potrebbe riposare? E alla fine chi ha pagato la cena, lei o Totti?
Nessuno dei due, mi sa. Cristante sta giocando davvero tantissimo e ora, con partite ravvicinate, la difficoltà maggiore sarà capire quando qualcuno ha bisogno di riposare. Però Bryan è fondamentale per noi: faccio sempre fatica a rinunciarci, soprattutto per il gioco aereo, dove è molto importante. Non abbiamo molti altri centrocampisti o attaccanti con quella abilità, oltre alla sua grande duttilità. Anche lui, comunque, ogni tanto deve rifiatare, e proprio in quella zona del campo abbiamo diverse alternative valide.











