El Aynaoui, la madre dopo la rapina subita: “Uno degli uomini mi ha puntato la pistola al collo, i miei figli erano sotto shock”
A Repubblica: "Hanno portato i miei figli e le loro fidanzate nella mia camera. Erano in sei, massimo otto, si vedevano solo gli occhi e avevano l'accento dell'Europa dell'Est. Il raid è durato circa dieci minuti".

Dc Roma 31/07/2025 - amichevole / Roma-Cannes / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Neil El Aynaoui
La madre di Neil El Aynaoui è stata intervistata da La Repubblica dopo la rapina subita in casa dal centrocampista della Roma.
Dove si trovava quando c’è stata l’irruzione?
“Nel mio letto, erano le 3. Soffro d’insonnia e quindi ero ancora sveglia. Ho sentito nel buio che si apriva la porta della mia camera. Ero convinta che fosse mio figlio maggiore, l’ho chiamato ma non ha risposto. Subito dopo ho intravisto due ombre, la mia camera è stata illuminata dalla torcia di un cellulare. Ho capito che nessuno dei due era mio figlio, perché erano bassi di statura“.
Cosa ha fatto?
“Ho urlato a squarciagola per svegliare i miei figli e le loro fidanzate. Uno dei due uomini mi ripeteva “Shhhh” ma io ho continuato a urlare “Aiuto”. Allora lui mi ha puntato una pistola al collo. A quel punto ero terrorizzata. Poi hanno portato i miei figli e le loro fidanzate nella mia camera. I banditi erano sei, forse otto. Si vedevano solo gli occhi. Ho sentito poche parole e l’accento mi sembrava dell’Est“.
Come ha reagito Neil?
“Tutti e due i miei figli erano sotto shock. Per fortuna non ci hanno fatto del male. Ci hanno tolto i cellulari e li hanno gettati fuori dalla finestra, lanciandoli sui fiori del giardino. C’era uno di loro che faceva il piantone e ci guardava in faccia puntandoci la pistola contro. Parlava a un walkie talkie per comunicare con gli altri“.
Quanto tempo, secondo lei, è durato il raid?
“Tra i sei e i dieci minuti al massimo. Prima di andarsene ci hanno detto di aspettare almeno venti minuti prima di muoverci da lì. Non abbiamo sentito alcun rumore di moto o macchina allontanarsi ma ci siamo alzati subito. Abbiamo trovato il telefono di Neil e con quello abbiamo chiamato la polizia“.










