Brignone: “Con lo sci non si vive di rendita, quando terminerò la mia carriera dovrò iniziare a lavorare”
Al CorSera: "Avrei potuto lasciare all’apice, l’anno scorso. Se scio ancora è perché mi piace, ma quanto sono disposta ancora a soffrire lo vedrò giorno per giorno".

Italy's Federica Brignone reacts in the finish area after competing in on the podium of the women's super-G event during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games at the Tofane Alpine Skiing Centre in Cortina d’Ampezzo on February 12, 2026. François-Xavier MARIT / AFP
Federica Brignone ha terminato la sua stagione sciistica per riprendersi fisicamente dopo l’infortunio alla gamba e le Olimpiadi di Milano-Cortina, dove ha vinto due ori. La sua intervista al Corriere della Sera, dove parla del suo nuovo progetto legato alla società “Miscusi” di ristoranti e pastifici di alta qualità.
L’intervista a Federica Brignone
Dopo i record sulle piste, vuole lasciare il segno anche nel business. Perché?
“In realtà ho conosciuto Alberto (Cartasegna, ad e fondatore di Miscusi, ndr) e mi sono innamorata subito del progetto, per la selezione e la cura dei prodotti, l’origine controllata del grano: non mangio un piatto di pasta, ma un “certo” piatto di pasta. Da sempre sono attenta alla qualità, alla sostenibilità: ci siamo capiti subito e ho sposato la visione di Alberto, ci abbiamo messo un po’ a metterla in piedi perché il periodo era complicato dopo l’infortunio. Ma è stata una scommessa che ha funzionato da subito“.
Che messaggio sceglierebbe di lanciare?
“Credere nei sogni, nelle cose difficili. Impegnarsi per realizzarsi, non mollare mai, come ho fatto all’olimpiade. Inviterei anche ad affrontare lo sport come stile di vita sano e pulito. Se dovessi promuovere qualcosa che va oltre la mia persona, direi no. Piuttosto sparisco per l’eternità“.
Rapporto con i soldi: parsimoniosa o spendacciona?
“Parsimoniosa. Vengo da una famiglia molto normale, che ha sempre dovuto affrontare sacrifici per permettere ai figli di sciare. Sono abituata a risparmiare, sì, ma anche a godermi la vita. I miei hanno fatto delle scelte importanti: guadagnare meno per poter passare più tempo con noi. Ecco, io sono così“.
Risparmia in previsione del futuro?
“Nello sci non si guadagna come in altri sport, le differenze sono enormi, anche se il concetto non è ben chiaro a tutti. Quando terminerò la carriera dovrò investire in qualcosa, lavorare. Non posso permettermi di chiudere tutto e vivere di rendita, assolutamente no. In famiglia mi hanno insegnato a gestirmi, però non ho il braccio corto. Sono generosa e non me ne frega tanto dei soldi. L’importante è averli per fare le cose che mi piacciono: l’unica ricchezza è il tempo“.
Avrà voglia di accettare nuove sfide?
“Sì, non solo nello sport ma nella vita. Avrei potuto lasciare all’apice, l’anno scorso, per esempio. Se scio ancora è perché mi piace. È chiaro che ci sono in gioco altri fattori: non sono integra. Sono consapevole che, se vorrò continuare a essere un’atleta di alto livello, dovrò fare dei sacrifici in più, come due ore al giorno di fisioterapia e una preparazione diversa. Dovrò soffrire: quanto sono disposta ancora a soffrire? Lo vedrò giorno per giorno. Mi porto dietro dalla sofferenza soltanto una gran rottura. Soprattutto per una attiva come me: quando siamo in trasferta con la Nazionale amo giocare a pallavolo o praticare altri sport. Quest’anno non ho potuto e, più del dolore, di cui non mi interessa tanto, mi pesano queste rinunce“.









