Visto che si usa il Var per tutto, non si può usare per i simulatori? La pagliacciata di Parisi era da rosso
La simulazione così evidente dovrebbe essere equiparata a gioco violento e quindi rosso diretto

As Roma 07/01/2026 - campionato di calcio serie A / Lazio-Fiorentina / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Fabiano Parisi
Uno strumento, quello del Var, che ha penetrato ogni singolo aspetto del gioco del calcio: dai rigori, al fuorigioco, alla gestione dei cartellini. Certo, il suo uso in Italia non è che una parodia di ciò per cui era stato pensato a monte, ma ciò non toglie che ci sia un controllo molto più capillare di molteplici aspetti del gioco. Ecco, com’è possibile che nel 2026, circa sette anni dopo l’entrata in vigore della tecnologia, nessuno abbia mai pensato di fare qualcosa per punire certe sceneggiate che farebbero invidia alle migliori produzioni hollywoodiane?
Simulazioni, il Var dovrebbe intervenire?
Un vizio ormai divenuto un must nel calcio, entrato a far parte del body language dei calciatori (non tutti, sia chiaro). Piccole spinte sul braccio o sul petto vengono trasformate in un gancio di Tyson dritto alla mascella e… boom, si stramazza al suolo contorcendosi dal dolore nel querulo e squallido tentativo di ottenere una sanzione disciplinare: farebbe pure tenerezza, se non scatenasse nello spettatore un misto di ilarità amara e disgusto. Ora, siccome gli arbitri italiani non brillano esattamente per acume, spesso tali scene portano i loro frutti.
Ultimo caso? Beh, letteralmente oggi: Como-Fiorentina. Fabiano Parisi viene sfiorato tra il petto e il braccio sinistro da Addai del Como e inizia a rotolarsi – avete capito bene – a terra, portandosi le mani al volto. Le ipotesi sono tre: o il calciatore del Como, dietro la sua stazza piuttosto normale, nasconde la forza di un colosso; oppure Parisi ha i nervi del volto direttamente collegati al petto; oppure, molto banalmente, è un simulatore. Ardua scelta.
Tolta l’ironia, tali scene sono indegne da vedere per uno sport così amato e seguito come il calcio e meritano un’attenzione adeguata. Il Var dovrebbe avere il potere di intervenire, segnalare simulazioni così plateali e, di conseguenza, punirle con il cartellino rosso diretto. Crediamo che molti calciatori si toglierebbero definitivamente il vizio e si contorcerebbero solo in caso di dolore vero. Sarebbe un piccolo passettino per iniziare a raddrizzare qualche stortura di troppo.
Un’ ultima considerazione
Il quantitativo indegno di letame spalato su Antonio Vergara, reo di aver dichiarato in assoluta buona fede di aver pensato “che gioia” quando ha sentito il tocco di Cornet, verrà riversato anche su Parisi per la sua indegna sceneggiata, o si manterrà uno stolido silenzio?
Certo, il contatto Vergara-Cornet non era durissimo, ma con il regolamento odierno è un rigore che si potrebbe comodamente assegnare: se ne sono dati di peggiori.
La colpa di Antonio è la maglia che indossa, o la troppa buona fede? Oppure è colpa di chi ama trasformare le parole in base a ciò che fa comodo? Uno sport che, almeno in Italia, va anche più del calcio.











