Steve Holland (l’assistente di Carrick): l’uomo che ha fatto rinascere il Manchester United (fece il secondo anche di Conte)
Il Telegraph: "Ha un passato al Chelsea dove ha convinto anche i più scettici (tra questi Conte). Ha la reputazione di avere un occhio attento ai dettagli”

Manchester United's assistant coach Steve Holland (L) and Manchester United's English Interim head coach Michael Carrick (R) speak during the English Premier League football match between Manchester United and Manchester City at Old Trafford in Manchester, north west England, on January 17, 2026. (Photo by Darren Staples / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /
Alla base del successo di un club c’è il lavoro di tante persone che spesso tendono a rimanere nell’ombra e a contribuire silenziosamente ai risultati della squadra. Il Manchester United non fa eccezione e, alla base della sua piccola rinascita, c’è anche uno di questi uomini silenziosi: Steve Holland. Ne parla il Telegraph.
Ecco Steve Holland, l’uomo della rinascita United
Si legge sul Telegraph:
In un club con una tifoseria che spesso canta di aver vinto tutto ciò che c’è da vincere nel calcio, il nuovo vice allenatore del Manchester United è uno dei pochi a Old Trafford che può dire di aver fatto lo stesso. Chi conosce Holland nel mondo del calcio, riconosce nella rinata squadra dello United, che affronterà il Tottenham Hotspur, molti segni della sua preparazione meticolosa.
L’esordio al Chelsea
Nel 2011 fu nominato nello staff del nuovo allenatore della prima squadra Andre Villas-Boas. Holland assistette poi il successore di Villas-Boas, Roberto Di Matteo (che col Chelsea vinse la Champions, ndr).
Anche dopo l’esonero di Di Matteo nella stagione successiva, Holland rimase sotto una successione di allenatori del Chelsea: Rafael Benítez, José Mourinho, Guus Hiddink e Antonio Conte. Tutti diversi e inizialmente scettici sulla sua nomina nello staff, furono convinti dalle capacità di Holland. Ci si può chiedere se Holland rimarrà allo United oltre l’estate, anche se Carrick non lo farà.
Le capacità di Holland
Nel calcio Holland ha la reputazione di avere un occhio attento ai dettagli. Le sessioni sono pianificate con idee chiare su come applicare i principi di gioco negli esercizi e nelle sfide specifiche della partita successiva. Con Conte e Southgate lavorò sulla forma della squadra in possesso palla per portare cinque giocatori in posizioni d’attacco. Con Conte la base era il 3-4-3, mentre con Southgate, nel 4-3-3, i due centrocampisti si inserivano per unirsi ai tre attaccanti. Cinque attaccanti e cinque difensori era il principio base, con gli attaccanti che sfruttavano i canali tra i difensori e spesso superavano in numero le linee difensive a quattro.
Anche Athletic ne parla:
Lo United ritiene di aver fatto un’ottima scelta convincendo Holland a unirsi allo staff. Le cose sono cambiate anche dopo le partite. Vittoria, pareggio o sconfitta, Amorim raramente parlava con i giocatori post-gara; Carrick lo fa, anche se l’analisi dettagliata è riservata ai giorni successivi, in parte individualmente e in parte alla squadra. Il team di analisi ha visto cambiamenti negli ultimi mesi — il responsabile Paul Brand è passato alla Uefa — ma c’è ancora un nucleo presente da tempo, che lavora a stretto contatto con Holland. Carrick utilizza anche i dati.










