Solo in Italia nessuno fa domande né parla del caso Vinícius e del razzismo, all’estero ne parla chiunque
All'estero ne parlano tutti. Da Rosenior a Kompany che dice: "Quando si vede la reazione di Vinicius in campo, si capisce che non può essere falsa". In Italia il razzismo non è un tema

SL Benfica's Argentine forward #25 Gianluca Prestianni hides his mouth while arguing with Real Madrid's Brazilian forward #07 Vinicius Junior who complained about alleged racists insults during the UEFA Champions League knockout round play-off first leg football match between SL Benfica and Real Madrid CF at Estadio da Luz in Lisbon on February 17, 2026. (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP)
Razzismo, questo sconosciuto. In Italia quel che è accaduto in Benfica-Real Madrid, è come se non esistesse. Non c’è praticamente nessuno che parla né scrive dei presunti insulti di Prestianni a Vinicius. Come se non fosse mai esistito. In Italia nessuno ha ancora preso posizione sul clamoroso episodio di Champions League, eppure all’estero non si parla d’altro. è un fiorire di editoriali e di approfondimenti: da noi un silenzio sorprendente che sembra quasi un isolamento dal mondo reale. Diciamo che da noi il razzismo non è un tema sentito.
Nel frattempo, in Germania, tutto il resto passa in secondo piano quando Vincent Kompany viene interpellato sul presunto caso di razzismo ai danni di Vinícius Júnior. Il tecnico del Bayern, visibilmente emozionato, rilascia un intenso intervento di dodici minuti alla fine di una conferenza stampa di routine, parole che potrebbero risuonare ben oltre i confini tedeschi.
Anche in Inghilterra il caso è al centro del dibattito pubblico e molti si sono espressi: incredibilmente, in Italia nessuno ne parla.
Le parole di Vincent Kompany
Ha spiegato il tecnico del Bayern Monaco (riportato dall’Equipe):
“Il razzismo è un tema diventato ancora più delicato negli ultimi anni. Quando si vede la reazione di Vinicius in campo, si capisce che non può essere falsa. È una reazione emotiva, nella quale non vedo alcun vantaggio per lui nell’andare dall’arbitro e assumersi tutta la responsabilità sulle proprie spalle.
Generalmente molto diplomatico, Kylian Mbappé è molto chiaro su ciò che ha sentito e visto, e lo è ancor di più quando ne parla dopo la partita. Poi c’è un giocatore che nasconde il volto dietro la maglia quando parla (Prestianni del Benfica).
Alla fine, c’è un giocatore che si lamenta e un altro che dice di non aver fatto nulla. Ma quello che è successo dopo la partita è stato ancora peggio. José Mourinho ha attaccato il carattere di Vini menzionando il modo in cui celebra i suoi gol per screditarne il comportamento. È un grave errore e qualcosa che non dobbiamo accettare”.










