Sinner: “Dello sci mi manca solo l’adrenalina, li non puoi risparmiarti, ti butti e basta”

L'intervista a Vogue: "Nel tennis, puoi commettere un errore dopo l'altro, ma forse rimarrai comunque in partita. Nello sci no, un errore può costarti caro"

sinner. Tennis, Figc

Torino 16/11/2025 - Atp Finals / Image Sport nella foto: Jannik Sinner

Glielo avranno chiesto mille volte, ma stavolta la domanda è a tono: Jannik Sinner e lo sci. Ci sono le Olimpiadi di Milano-Cortina, e poi lui è anche amico di quella Lindsay Vonn che ha di fatto monopolizzato l’attenzione dei primi giorni. Intervistato da Vogue, racconta com’è stato essere un bambino cresciuto in montagna, fortissimo sciatore prima di darsi al tennis.

“Quando sono a casa d’inverno, mi piace molto andarci. Ma ho iniziato a essere molto, molto attento quattro o cinque anni fa. Dovevo assicurarmi che non succedesse nulla. Prima di allora credo di non essere stato abbastanza maturo. Ho iniziato a rendermi conto che gli infortuni possono verificarsi molto rapidamente. Mi piace molto; ci sono atleti italiani davvero bravissimi. Ma per quanto mi riguarda, sicuramente ci vado sempre meno, semplicemente perché puoi farti male e non sai mai cosa può succedere”.

Dice che dello sci gli manca “l’adrenalina. E a dire il vero, è l’unica cosa che mi manca davvero. Direi che sciare ha un tipo di pressione diverso, però. Devi dare il massimo anche se non sai esattamente a che punto sei. Nel tennis, hai una mano enorme, perché sai sempre il punteggio. E sai che, a volte, potresti giocare all’80% solo per passare il turno. Per quel giorno è sufficiente. Ma sciare non è affatto così. Vai e basta, e non hai idea di cosa succederà finché non hai finito. Questa pressione per me si è trasformata soprattutto in dubbi. Quindi mi è piaciuta un po’ meno la parte competitiva. Ma di sicuro mi manca l’adrenalina. Mi manca andare veloce”.

“Da dove vengo io, siamo fortunati perché apro la porta di casa e lì c’è la pista. Quindi è stato naturale dedicarmi subito allo sci. Per chi vive al mare, si va a nuotare. Per noi è lo stesso con la neve. Se sei un bravo sciatore da dove veniamo noi, non sei bravo solo in Italia, sei bravo in tutto il mondo. Il tennis non è così! Ma dove ho iniziato a fare fatica è stato con l’impegno. Puoi impiegare un sacco di tempo perché tutto finisca in un secondo. Ho fatto davvero fatica ad assimilare la mentalità che un errore può costarti caro, capisci? Nel tennis, puoi commettere un errore dopo l’altro, ma forse rimarrai comunque in partita”.

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