Osimhen: “Giuntoli mi voleva alla Juve, ma sapevo che De Laurentiis non mi avrebbe lasciato partire”

Alla Gazzetta: "Spalletti pretendeva tanto, ma ti dava tantissimo. Certi allenatori ti fanno crescere prima come uomo e poi come calciatore”.

Osimhen

Dc Napoli 28/04/2024 - campionato di calcio serie A / Napoli-Roma / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: esultanza gol Victor Osimhen

Victor Osimhen al sito della Gazzetta dello Sport ha parlato anche del suo rapporto con Spalletti e del mancato arrivo alla Juventus che affronterà oggi in Champions.

Cosa proverà affrontando la Juventus?

“Sarà stimolante sfidare un top club. Sappiamo di non poterci concedere distrazioni, perché contro di loro ogni errore può costare carissimo. E poi ritroverò Spalletti…”.

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Che rapporto aveva con lui?

“Si diceva che litigassimo, però non era vero: lo stimo tanto. Ha dormito per mesi nel centro sportivo del Napoli, lavorando giorno e notte per convincerci che potevamo vincere lo scudetto. Ha portato Kim, Anguissa, Kvaratskhelia e anche me al top della condizione, trionfando con un club che non ci riusciva da decenni. Pretendeva tanto, ma ti dava tantissimo. Certi allenatori ti fanno crescere prima come uomo e poi come calciatore”.

Avrebbe potuto davvero giocare questa partita con la maglia della Juventus?

“Sì, così come oggi potrei essere in altri due top club di Serie A. Prima che iniziasse la trattativa con il Galatasaray, Giuntoli mi chiamò per portarmi alla Juve. Ho parlato con un paio di persone del club, mi hanno mostrato interesse ma sapevo che lui non mi avrebbe lasciato partire. In ogni caso, l’interesse c’era eccome. E quando ti chiama la Juve, a prescindere da tutto, devi sederti e ascoltare”.

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