Le Olimpiadi di Milano-Cortina: un bagno di soldi, zero ambientalismo. Ne valeva la pena? (El País)
Sarà l'ultima edizione in Italia: le piste stanno dando segnali di cedimento, le temperature sono sempre più alte. L'altra faccia delle Olimpiadi

The illuminated Olympic rings are seen on the roof the Olympic stadium with mountain peaks behind it in Cortina d'Ampezzo, northern Italy prior to the Milano Cortina 2026 Olympic Games, on February 2, 2026. (Photo by Odd ANDERSEN / AFP)
I Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, che iniziano questo venerdì e dureranno fino al 22 febbraio, sono i terzi organizzati dall’Italia — dopo Cortina 1956 e Torino 2006 — ma potrebbero essere gli ultimi, perché il 90% delle piste da sci del paese sopravvive ormai solo con neve artificiale e il cambiamento climatico potrebbe rendere impossibile una prossima edizione.
Ai precedenti Giochi di Cortina la temperatura media era stata di -3,5 gradi, mentre ora si prevedono 4 gradi. Secondo un’analisi del Climate Center, nel 2050 solo 52 dei 93 possibili siti olimpici avranno le condizioni necessarie per ospitare i Giochi invernali.
Giochi Invernali tra sprechi, alberi abbattuti e neve artificiale
Racconta El País:
“Questa precarietà della neve potrebbe attenuarsi grazie alle recenti precipitazioni, ma i Giochi, come ammette il comitato organizzatore con dati dell’associazione ambientalista Legambiente, sono pronti a generare fino a 2,4 milioni di metri cubi di neve artificiale, con un consumo di 1 milione di metri cubi d’acqua e un consumo elettrico pari a quello di 3.000 famiglie italiane. Si stima che coprire un chilometro di pista costi tra 30 e 40 milioni di euro.
Le critiche sull’impatto ambientale sono cresciute negli ultimi mesi, un dettaglio importante se si considera che questi Giochi dovevano essere i più verdi e sostenibili di sempre, come indicato dall’agenda approvata dal Comitato Olimpico Internazionale (Cio) nel 2020″.
Costi alle stelle e proteste locali
Non è l’unico elemento controverso in Italia:
“Quando la candidatura fu annunciata nel 2019, si prevedeva che i Giochi sarebbero stati i più economici di sempre, a costo zero, ma il Governo ha già dovuto investire 7 miliardi di euro, secondo i media italiani. Il budget iniziale era di 1,4 miliardi, finanziato con diritti televisivi, sponsor e biglietti, ma poi i costi sono lievitati.”
Per non parlare degli altri problemi che riguardano le infrastrutture:
“Quasi la metà dei lavori previsti non è stata completata (per le competizioni non ci saranno problemi), la gestione della fiaccola olimpica è stata fortemente criticata e alcune comunità locali hanno espresso malcontento per l’invasione del “circo olimpico”, da cui non si aspettano grandi benefici”.
Ricostruire una pista di bob a costo di 120 milioni e 500 alberi abbattuti
Racconta ancora El País:
“Cortina aveva una vecchia pista di bob costruita per i Giochi del 1956, ma mantenerla era costoso e in Italia praticano questo sport meno di cento persone. Chiusa nel 2009 (stesso destino per la pista dei Giochi di Torino 2006, costata 110 milioni e chiusa cinque anni dopo). Per questa edizione, Cortina inizialmente dichiarò che si poteva riciclare la vecchia pista, ma nel 2023 ammise l’impossibilità.
Il Cio propose di spostare le gare di bob e skeleton in Austria o Svizzera, dove esistevano impianti pronti. Tuttavia, sia il governo regionale della Lega, sia il governo nazionale di Giorgia Meloni lo considerarono una questione di orgoglio nazionale. Alla fine hanno convinto il Cio, ma hanno dovuto costruire la pista da zero, con un costo di 120 milioni e abbattendo oltre 500 alberi. Il mantenimento e la temperatura corretta costeranno 1,1 milioni di euro all’anno. La pista sarà pronta “per un pelo”, ma l’area circostante è completamente sottosopra”.
E’ stato scelto un approccio urgente senza studi di impatto ambientale. Ma ne vale davvero la pena?








